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Ucraina, servono parole chiare anche da sinistra

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Basta con l'ipocrisia, l'ambiguità, il falso pacifismo di parte del Pd modenese, della Cgil, dell'Anpi e altro


Ucraina, servono parole chiare anche da sinistra

Scrive Antonio Polito sul Corriere della Sera: “Putin non potrà mai vincere la sua guerra personale contro l'Ucraina. Potrà forse imporre la sua legge 'zarista' con la violenza, il terrore, il massacro di civili, di donne e bambini, ma non potrà mai rendere l'Ucraina una nazione 'satellite', come lo fu sotto lo stalinismo la Germania est di Ullbricht o la Romania di Ceausescu. Non riuscirà mai a convincere gli ucraini che sono russi perchè non lo sono e a convincerli ad entrare nel nuovo grande Impero  russo perche ne hanno già avuto abbastanza di essere vassalli della grande Unione Sovietica”.
Qualche altro giornalista 'non allineato' come Piero Sansonetti ha ricordato che “siamo di fronte  ad un leader cresciuto ed allevato nell'Urss, all'ombra del Cremlino, divenuto colonnello del Kgb (la famigerata polizia politica sovietica) che basa ora il suo potere a Mosca sulla menzogna, sulla censura della stampa russa e di quella estera, che perseguita i suoi dissidenti con il carcere e il confino, che ha cercato di contrapporre ai collegamenti televisivi del capo della resistenza ucraina Zelensky con i parlamenti occidentali, con il raduno nello stadio di Mosca di donne e uomini forse spinti dalla paura e ingannati dalla propaganda del regime. A noi  è parsa una comparsata che ci ha fatto ricordare le adunate imposte dai regimi nazista e fascista”.

Qualcun altro ha ricordato le parole del sindaco della città martire Mariupol, Vadym Boichenko, che ha denunciato la deportazione di migliaia di propri cittadini in Russia da parte dei soldati di Putin, mentre il Papa nei suoi appelli alla pace, non nomina mai Putin e l'invasione russa che sono la causa di questa guerra. Come se la  Resistenza  ucraina fosse una azione fuori luogo e non  invece la lotta coraggiosa di un popolo  per la propria libertà contro l'invasore, facendo un parallelo storico sui 'silenzi' di Papa Pio XXII di fronte alla furia nazista. “Una posizione ambigua – è stato detto – perchè se l'aggressore continua ad aggredire, l'aggredito cerca di difendersi come può e come fecero tanti cattolici italiani che si trasformarono in partigiani imbracciando le armi contro l'invasore tedesco”.

Posizione più coraggiosa quella del senatore Pier Ferdinando Casini, ex Dc, oggi parlamentare del Pd, che ha detto: “Giusta la decisione dell'Italia e della Unione europea di inviare armi ai resistenti ucraini perchè servono loro per difendersi dall'aggressore che è armato sino ai denti. Quando Putin invase la Crimea, l'Europa e la Nato non mossero un dito  pensando che lo zar del Cremlino si accontentasse. Ma così non è stato e  ha invaso il Donbass e ora l'Ucraina: anche Hitler si comportò allo stesso modo e l'Europa disse “lasciamolo fare perchè reagire sarebbe peggio”. E sappiamo come è andata a finire per cui l'Italia ha fatto bene ad aumentare gli stanziamenti per la difesa. Negli anni ottanta il dispiegamento degli Euromissili della Nato contro i missili sovietici puntati contro l'Europa occidentale garantirono la pace, per cui è necessario accelerare anche oggi la difesa comune europea contro il pericolo della dittatura russa di Putin”.

Ma anche  Bruno Vespa ha scritto che “se l'Europa smettesse di armare l'Ucraina,  l'occupazione russa avverrebbe in due giorni, facendo passare lo slogan falso-pacifista  ”meglio schiavi che  morti” con l'annullamento delle regole basi della democrazia, mentre noi occidentali ci siamo ribellati alle mire espansionistiche della Germania nazista. La realtà è che Putin  si è trovato di fronte ad un Occidente unito con gli Stati Uniti ma anche al resto del mondo, compresa la stessa Cina, sua alleata ideologica, che si è astenuta sulla mozione di condanna dell'Onu, facendo intendere  di non condividere l'invasione della Ucraina.

E allora tutti questi ragionamenti e prese di posizione anti-russe fanno a pugni con l'ipocrisia, l'ambiguità, il falso pacifismo di parte del Pd modenese, della Cgil, dell'Anpi e altro, col prevalere di una posizione ambigua e ambivalente che non se la sente di condannare la Russia, vittima forse dell'antico mai sopito riferimento ideologico alla grande Unione Sovietica che evidentemente qui da noi ha ancora numerosi vecchi nostalgici, insieme al sentimento antiamericano.

All'epoca delle prime rivolte popolari contro i regimi comunisti a Berlino est, a Budapest nel 1956, a Praga nel 1968, a Varsavia, che portarono alla morte migliaia di operai e di studenti, i comunisti italiani (compreso  Napolitano che noi abbiamo poi eletto presidente della Repubblica), reagirono semplicisticamente con frasi ipocrite come “avranno avuto le loro ragioni”. Frasi imbarazzanti dette da chi non aveva argomenti, sintomo di un condizionamento ideologico verso Mosca e l'allora Urss.  Si riteneva superato questo condizionamento esistente nel vecchio Pci, ma  così non sembra  e la nostalgia per le famose parate militari sulla piazza rossa di Mosca piene di carri armati e missili pare resistere ancora oggi.

Cesare Pradella



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Cesare Pradella
Cesare Pradella

Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per ..   Continua >>


 


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