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15 dicembre, sciopero autotrasporto: Usb sfida l'ordinanza Salvini

15 dicembre, sciopero autotrasporto: Usb sfida l'ordinanza Salvini

E decide di disobbedire alle disposizioni emesse dal Ministro dei Trasporti. Presidio tutta la mattina davanti al deposito bus di via delle Suore


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'La scelta di USB lavoro privato di disobbedire all’ordinanza emessa dal ministro Salvini, invece di adeguarsi alla riduzione, è un atto politico dell’Organizzazione Sindacale, da noi ritenuto necessario per tentare di fermare l’ormai evidente attacco al diritto di sciopero in questo paese. Siamo consapevoli che, a causa del ricatto di sanzioni che possono arrivare fino a mille euro, questa è una scelta che al momento non vedrà coinvolti i lavoratori e le lavoratrici. Dopo l’incontro al ministero, nonostante le parti datoriali abbiano brutalmente respinto un’ipotesi alquanto tardiva e generica di mediazione messa in atto dal ministro, USB ha dovuto subire la terza ordinanza di riduzione in poco più di due mesi. Non c’è mai stato alcun “grave e imminente pregiudizio per la mobilità”, condizione prevista dalla stessa legge per la precettazione da parte delle autorità e, nella mattinata di ieri, la stessa Commissione di Garanzia ha verbalizzato come questo sciopero fosse assolutamente regolare rispetto i vincoli della legge 146/90' . Così Sebastiano Taumaturgo, responsabile regionale USB Lavoro privato. L'organizzazione aveva depositato un ricorso d’urgenza presso il TAR per chiedere la sospensiva dell’ordinanza. Per il mancato rispetto dell’ordinanza delle autorità, l’articolo 9 della legge 146/90 prevede una sanzione amministrativa per le organizzazioni sindacali da 2.500 a 50.000 euro al giorno che viene decisa dal Ministero.

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La comminazione della multa potrà finalmente permetterci di impugnare le decisioni del ministro davanti a un Tribunale ordinario. Il 15 dicembre USB ha indicato agli aderenti di scioperare dalle 9.00 alle 13.00, fatto salvo il rispetto di fasce garantite previste dagli accordi in sede locale.

'Per i lavoratori e le lavoratrici che disubbidiscono all’ordinanza, scioperando fuori la fascia oraria 9 – 13, è prevista una sanzione che va dai 500 ai 1000 euro al giorno per ogni singolo dipendente. Sanzione illegittima ma pesantissima di cui non possiamo chiedere a nessuno di farsi carico. Questo è il motivo per il quale USB ha scelto di disobbedire politicamente come organizzazione sindacale, facendosi carico di una sanzione molto pesante che, ovviamente - concludono i responsabili sindacali - non può coinvolgere i singoli lavoratori e lavoratrici'.

Nella foto, da destra, Giovanni Miele e Sebastiano Taumaturgo

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