'Facciamo questo parallelismo per denunciare la bocciatura nella discussione sulla legge di bilancio che si tenuta il 29 dicembre alla Camera, con anche con i voti del Pd di Elly Schlein, di un odg del deputato del M5S Marco Pellegrini che chiedeva “la progressiva diminuzione delle spese per i servizi di armamento che insistono sul bilancio dello Stato”. Ovvero, mentre con una mano la legge di bilancio del governo Meloni taglia risorse alla sanità e alle pensioni, con l’altra il governo e forze di opposizione come Pd, Azione e Italia Viva finanziano con 4,5 miliardi per il prossimo triennio il programma di riarmo della Difesa, stanziando una cifra tripla rispetto al precedente programma di investimenti - continua Rifondazione -. Lo consideriamo un voto grave, che conferma la linea bellicista assunta dall’Italia nei diversi territori in conflitto e conferma la trasversalità fra le forze politiche della volontà di destinare ingenti risorse al riarmo, come chiesto dalla Nato. Una scelta favorita anche dall’esclusione delle spese militari dai vincoli del nuovo patto di stabilità'.
'Evidentemente la carneficina in corso in Ucraina, il genocidio del popolo palestinese a cui assistiamo in diretta tv, e le decine di conflitti in quella che Papa Francesco chiama la terza guerra mondiale a pezzi, non sono sufficienti a far comprendere al nostro Governo e Parlamento che le armi non sono mai la strada per risolvere i conflitti. A Modena vorremmo una amministrazione che non esibisce simboli di morte come installazioni natalizie e a Roma vorremmo un Parlamento che rispettasse una Costituzione che la guerra la ripudia, anziché finanziarla' - chiude Rifondazione.



