Lo ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bosi che, nella seduta consiliare di lunedì 15 aprile, ha risposto all’interrogazione presentata dal gruppo Europa verde-Verdi che chiedeva se il progetto della scuola Leopardi avesse richiesto la cancellazione completa dell’area verde della scuola, se fossero previste ulteriori rimozioni nei cantieri delle altre scuole e se le scuole fossero informate sul progetto.
In risposta alla domanda su come la pratica attuata si conciliasse in particolare con il principio di non arrecare danno significativo agli obiettivi ambientali (Dnsh, Do no significant harm) previsto dall’Unione europea, è stato precisato che il nuovo fabbricato in costruzione alle Leopardi, con strutture portanti in legno, ampie vetrate e porte finestre e illuminazione a led, sarà un edificio quasi completamente passivo che non richiederà l’utilizzo di combustibili fossili e che sarà alimentato, al contrario, con fonti energetiche rinnovabili.
Dopo aver richiesto la trasformazione in interpellanza, il Movimento 5 stelle ha sottolineato che ci si ritrova spesso, a fatti avvenuti, a fronteggiare un disagio dei cittadini, anche se abbattere gli alberi non è un tabù. Ma la scuola del futuro usa i giardini come aule a cielo aperto e forse, con un maggiore sforzo da parte di tutti, si sarebbe potuto pensare a un progetto diverso.
Per Lega Modena, la fine della consigliatura è caratterizzata da uno “scempio ambientale”.
Fratelli d’Italia ha affermato che, se la mensa è necessaria, è giusto costruirla ma ha domandato se l’ampliamento fosse davvero utile visto che i pasti arrivano già pronti.
In replica, il gruppo Europa verde-Verdi ha sostenuto che in questo caso si è confuso ciò che è centrale con ciò che è periferico: centrale è la qualità del cibo servito agli scolari e non il luogo, e centrale è la conservazione del verde esistente e non ripiantumare, anche se è previsto dal Regolamento del verde che in questo caso andrebbe cambiato.


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