E' in questo contesto che si scava la frattura tra la base e la guida regionale del Movimento, come dimostrano le reprimenda che hanno dovuto subire da parte di Gabriele Lanzi le storiche consigliere Monica Medici di Carpi e Nicoletta Magnoni di Mirandola, ree di avere sbattuto preventivamente la porta in faccia ai Dem. Insomma, da una parte il giacobinismo del Movimento fondato da Grillo, dall'altra la 'maturazione' in chiave pragmatica del new deal dell'avvocato del popolo.
Una situazione che, ovviamente, tocca direttamente anche Modena città. Domani il coordinatore provinciale Massimo Bonora, insieme ai consiglieri Enrica Manenti, Barbara Moretti, Giovanni Silingardi e Andrea Giordani faranno un primo punto con la stampa circa il rapporto che il M5S è intenzionato a tenere in vista del voto rispetto a un eventuale asse col Pd.
Al momento non è escluso un accordo già al primo turno con il candidato sindaco di centrosinistra, Massimo Mezzetti. Decisive saranno le posizioni del programma elettorale sui tempi ambientali (inceneritore e raccolta differenziata), urbanistici e legati alla mobilità (in primis il tema della Bretella). Da parte sua anche Mezzetti è a un bivio: per accontentare le richieste 'a sinistra' dei 5 Stelle rischia di scoprirsi al centro e perdere il sostegno di Azione del commissario Paolo Zanca. Ma l'impressione è che il compromesso non sia affatto distante.
Giuseppe Leonelli



