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Anti-abortisti: 'Vogliamo essere segno di speranza per tutte le donne'

Anti-abortisti: 'Vogliamo essere segno di speranza per tutte le donne'

'Vogliamo fare sapere al mondo che esiste un'alternativa all'aborto volontario e che una mamma in difficoltà può trovare aiuti'


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'Spesso si sente parlare dell'importanza della libertà nella nostra società moderna ed evoluta e proprio di questa vogliamo parlare noi della 40daysforlife che manifestiamo con una preghiera silenziosa e pacifica la volontà di fare sapere al mondo che esiste un'alternativa all'aborto volontario e che una mamma in difficoltà può trovare aiuti validi se vuole tenere il suo bambino'.
Così in una nota gli organizzatori di 40daysforlife replicando alle critiche di Unione Popolare e Volt.

'Ormai infatti molte donne pensano di non avere alternative perché quando ne parlano nei consultori o al medico di base non ricevono le informazioni che la potrebbero incoraggiare a portare avanti la gravidanza e anzi si trovano davanti porte chiuse e muri alzati: compagni che le abbandonano, familiari che le colpevolizzano, datori di lavoro che le lasciano a casa e si sentono in un vicolo cieco quasi costrette a procedere con l'ivg... Noi invece vogliamo essere un segno di speranza per tutte le donne che in fondo il loro bimbo lo vorrebbero tenere e siamo pronti ad affiancarle, a incoraggiarle, e ad offrire loro tutti gli aiuti material e la vicinanza che possono liberare dalla paura e dalla solitudine - continua la nota -.
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Oggi sappiamo quante donne sono rimaste ferite per aver abortito e tante le conosciamo personalmente mentre tra le donne che abbiamo aiutato nessuna si è pentita di aver tenuto il suo bambino. Non c'è intralcio né limitazione della libertà in un gruppo di persone che pregano e hanno cartelli con la scritta non sei sola. In tutto questo c'è solo maggiore libertà per tutti perché è chiaro che non si può parlare di libertà di scelta se la proposta che viene fatta è una sola e non si offrono alternative valide a una persona che si trova in difficoltà e che tante volte è lasciata sola non solo dai suoi affetti ma anche dalle istituzioni'.

'È vano parlare di accoglienza e di inclusione se non sappiamo neanche ascoltare e soccorrere il dolore sordo di una mamma che non sa come fare per andare avanti ma che incoraggiata e sostenuta potrebbe tranquillamente arrivare ad abbracciare la propria creatura. Siamo davanti ad un fenomeno di crescente calo demografico e di progressivo invecchiamento della popolazione: che senso ha questo timore di una testimonianza a favore della vita e del futuro non solo nostro ma anche dei nostri figli? Che senso ha dire che limitiamo la libertà quando invece aumentiamo le possibilità di scelta?
E infine cosa c'entra il patriarcato con un passo che tante volte è fatto in perfetta solitudine senza che neanche il partner lo sappia? - chiudono gli organizzatori -. Vogliamo inoltre precisare per chiarezza che la campagna della 40daysforlife non è collegata ad altri movimenti prolife italiani, pur avendo rapporti di reciproca stima, ma che è una costola della campagna internazionale '40 days for life' nata in Texas nel 2004 e diffusa in più di 60 paesi del mondo'.
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