A dirlo è l'oncologo Francesco Rivelli, presidente di Lilt Bologna, durante la Settimana nazionale per la prevenzione oncologica, iniziativa che si tiene a vario titolo per il 22esimo anno di fila, lanciata oggi a Bologna nella sede di Confcommercio. Il riferimento è all'aumento certificato nei giorni scorsi: ben 14mila casi in più in due anni.
Allo stesso tempo, emerge in generale una riduzione della mortalità, 'legata in parte alla diagnosi più precoce, oggi, ma soprattutto grazie a terapie più mirate, precise per ogni tipo di tumore, al posto della terapia più generica che c'era fino a qualche anno fa. Si sono sviluppati farmaci - conferma Rivelli - che tendono a colpire il male, non più l'individuo, col risultato di minori danni al paziente. Anche la chemioterapia è più mirata e meno tossica, oggi'.
'Più di tre tumori su 10 sono collegati direttamente all'alimentazione e quindi ci sono ampi margini di prevenzione generale, senza rinunciare al buon gusto a tavola'. Spiegano l'oncologa insieme alla vicepresidente di Confcommercio Donatella Bellini, la nutrizionista Livia Galletti, la dirigente dell'istituto scolastico alberghiero Ipsar Veronelli Rosalba De Vivo, la delegata provinciale Fidal Ester Balassini e Barbara Zini, coordinatrice dei gruppi 'Donne in blu' e 'Controcorrente' della Polisportiva Masi. 'Siamo alla 22esima edizione dell'iniziativa (si è passati da giornata nazionale a settimana nazionale nel 2004, ndr) e nel frattempo anche in Emilia-Romagna sono spuntati olivi un po' ovunque, a differenza - sorride Rivelli - che nel recente passato. Col Covid, abbiamo avuto in generale diversi ritardi di diagnosi e l'aumento di alcune patologie, oltre alla riduzione di persone sottoposte a screening e di possibilità terapeutiche, per via della difficoltà di ricovero. Speriamo oggi di esserne usciti del tutto, o quasi, e soprattutto di riprenderci bene dal punto di vista della prevenzione'.



