Il numero dei casi covid non è più tale da richiedere la riapertura di reparti dedicati, che prevedevano un numero di personale adeguato e il riconoscimento delle indennità di rischio infettivo per la gestione dei pazienti positivi, ma vengono create le cosiddette “bolle” all’interno degli stessi reparti di degenza. È quanto accaduto nel reparto di medicina interna di Bentivoglio, dove la presenza della bolla Covid è stata pressochè perenne con un numero variabile da 2 a 6 pazienti covid, che comporta la quotidiana sanificazione completa delle stanze covid e che impegna totalmente il personale a scapito dell’assistenza ai malati. Uguale situazione si vive nel reparto di geriatria, che ha anche pazienti stroke e 4 posti letto di degenza breve, afferenti al pronto soccorso, con tutti i disagi del caso.
'La promiscuità di pazienti covid e non, associato all'ingresso dei familiari favorisce, nonostante le scrupolose norme igieniche del personale, il propagarsi dei contagi e il personale è ormai demotivato e stanco. La carenza di personale è tale che in caso di maternità, di malattie oltre i 40 giorni e in caso di licenziamenti volontari non si hanno le relative sostituzioni. Così come non sono riconosciute indennità di rischio infettivo per la gestione dei pazienti positivi - afferma Mastacchi -. Occorre intervenire per scongiurare le dimissioni in massa del personale sanitario, stanco e demotivato dalla continua pressione, che porta a svuotare l'assistenza ospedaliera di contenuti e risorse e di intervenire con il riconoscimento delle indennità di rischio infettivo per la gestione dei pazienti positivi, compresi gli arretrati, per coloro che operano nelle bolle covid'.



