'Il caos aumenta anziché diminuire. Non solo nella raccolta ma anche nella trasparenza e nell’informazione. È innegabile che a Modena qualcosa di anomalo, anche rispetto ad altri centri urbani, stia accadendo, a partire dalla strategia fallimentare con cui il porta a porta viene portato avanti. Non c’è altra città che a 4 mesi e più dall’avvio del servizio si trovi in condizioni tali di degrado come quelle che ogni giorno i cittadini evidenziano - afferma Giacobazzi -. Anche oggi in diverse parti della città con particolare riferimento alla zona ovest dalla periferia alle porte del centro. Non c’è nemmeno uno strumento per capire se e come il servizio stia realmente avanzando. Diversi cittadini segnalano oggi problemi dalla parte ad ovest del centro e alla Sacca, dove ci sono aree in cui il servizio di raccolta porta a porta formalmente avviato a ottobre non è mai partito, ma allo stesso tempo ha registrato la rimozione di molti cassonetti'.
'Siamo all’assurdo e la cosa più inaccettabile è sentire da chi dovrebbe ammettere e risolvere i problemi che va tutto bene o che comunque si tratta di problemi fisiologici, momentanei e tipici delle prime fasi d’avvio. Perché dopo 5 mesi non c’è nulla di momentaneo. Non è accettabile vedere aree cassonetto trasformate in discariche a cielo aperto né il tentativo di dare la colpa ai cittadini, gli unici che, pagando la Tari per un servizio di livello, sono la vera parte lesa. Per questo facciamo appello al Comune per chiedere di congelare e rinviare l’avvio della raccolta integrale porta a porta prevista per il prossimo 27 febbraio in centro storico fino a quando le grandi criticità che ancora si registrano in numerose aree della città siano affrontate concretamente e risolte'.




