e-work Spa
Onoranze funebri Simoni
La Pressa redazione@lapressa.it Notizie su Modena e Provincia
Logo LaPressa.it
Facebook Twitter Youtube Linkedin Instagram Telegram
e-work Spa
articoliPolitica

'Caro Bonaccini, una alluvione non è un terremoto'

La Pressa
Logo LaPressa.it

Unione Popolare: 'Non siamo di fronte ad un altro terremoto imprevedibile come afferma la narrazione autoassolutoria di Bonaccini, se non nelle conseguenze'


'Caro Bonaccini, una alluvione non è un terremoto'
Paypal
Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.

'Esprimiamo vicinanza e solidarietà alle comunità dell’Emilia-Romagna pesantemente colpite dalle alluvioni di questi giorni che, oltre alla distruzione materiale, hanno provocato vittime e migliaia di sfollati. Le organizzazioni politiche aderenti a Unione Popolare e i nostri militanti tutti stanno già intervenendo sul campo a sostegno della cittadinanza - su base volontaristica – e si sta organizzando un intervento di solidarietà attiva per affrontare l’emergenza, favorire l’autorganizzazione e porre le basi politiche per una ricostruzione immediata, adeguatamente finanziata e aderente ai bisogni delle comunità. Il dolore di questi giorni non può tuttavia cancellare le responsabilità politiche di quanti con le loro scelte non solo non hanno preparato città e comunità a proteggersi da eventi simili, con un’azione sistematica di prevenzione e tutela, ma anzi hanno favorito – con dissennate politiche di urbanizzazione e industrializzazione non rispettose del territorio – che si creassero le condizioni perché l’impatto di un evento estremo fosse ancora più devastante'.

Così in una nota Unione Popolare Emilia Romagna.

'Non ci troviamo di fronte ad un altro terremoto imprevedibile, come afferma la narrazione autoassolutoria del presidente Bonaccini (sopra la grafica pubblicata oggi dal governatore sui social), se non nelle conseguenze sulle comunità. Il sisma che 11 anni fa ha colpito l’Emilia era imprevedibile, l’alluvione no, perché a causarlo non è stata solo la pioggia abbondante ma un territorio degradato e dissestato. Ritenere che tutto si risolva affermando che questo è stato un evento eccezionale – una logica che nega in un sol colpo responsabilità politiche e cambiamento climatico – è inaccettabile. Quelle responsabilità vanno denunciate e riguardano le politiche perseguite negli ultimi anni e decenni e anche lo stesso presidente. Ci sono due aspetti che vanno sottolineati: il dissesto idro-geologico e la frequenza e intensità delle precipitazioni, dovuta al cambiamento climatico.

Sul dissesto, lo stato disastroso della collina e della montagna, di cui le frane sono la testimonianza evidente, non è stato fatto abbastanza. I territori sono stati abbandonati, i fiumi e i torrenti non sono stati mantenuti, gli argini e gli alvei sono stati deforestati e lasciati a sé, la cementificazione e la rovina di declivi e valli sono aumentati. Le acque piovane, in questo modo, precipitano velocemente a valle, trascinando detriti di ogni tipo, che vanno a intasare ponti e scoli, senza possibilità di sfogo, in alto come a valle. Il territorio a valle, nelle pianure, è stato cementificato, asfaltato, si è costruito nelle zone alluvionali, negli alvei dei fiumi, sugli argini. La cementificazione ha diminuito enormemente le capacità di assorbimento dei terreni, cui si aggiungono gli effetti di un’agricoltura intensiva che ha proceduto eliminando fossi e cavedagne, rendendo la piana una potenziale palude - continua Unione Popolare -. L’intera comunità scientifica ha da tempo lanciato inascoltata l’allarme sulle conseguenze del cambiamento climatico, anche in Emilia-Romagna. Questo ennesimo evento meteo (quasi estremo) si è così abbattuto su un terreno incapace di trattenere l’acqua a causa di un dissennato consumo di suolo che ha reso impermeabile il territorio amplificando le conseguenze delle precipitazioni'.

'In questa regione il territorio è stato visto non come un bene comune da tutelare ma sempre e solo come fonte di profitto. Certo le categorie e le aziende giustamente chiedono che siano garantite le condizioni per la loro competitività. Ma ciò non può avvenire sempre e solo a danno dell’ambiente, che va tutelato perché a pagare le conseguenze del dissesto saranno poi le stesse categorie e i lavoratori. La legge urbanistica regionale ha portato l’Emilia-Romagna al terzo posto in Italia per consumo di suolo, mentre il piano regionale dei trasporti – che include il passante di Bologna, l’autostrada cispadana e la bretella Campogalliano-Sassuolo – lascia briciole alla mobilità sostenibile, ovvero più trasporti pubblici e più trasporti su rotaia, per passeggeri e merci. Incentivare piattaforme per la logistica o nuovi insediamenti su suoli agricoli o vergini non fa che aumentare il consumo di suolo. Non si fa nulla per la transizione ecologica, mentre proprio a Ravenna si vuole installare un rigassificatore che ci inchioda ai combustibili fossili per altri 15 anni aggravando la crisi ambientale. Non accettiamo una narrazione secondo cui l’alluvione è colpa di un destino cinico, baro e imprevedibile, e i partiti che governano questa Regione – dal PD ai Verdi – non possono nascondersi dietro l’imponderabile per autoassolversi dalle proprie responsabilità. E lo stesso vale per la destra regionale e nazionale che oggi governa il Paese ma che queste scelte le ha sempre sostenute e oggi senza alcuna vergogna attacca gli ambientalisti e continua a negare la crisi ambientale. Mentre le forze politiche in Parlamento in maniera bipartisan piangono lacrime di coccodrillo, ora più che mai è evidente che per il nostro territorio e per il nostro paese serve un'inversione di priorità su dove investire risorse: gli investimenti per la messa in sicurezza finanziamo tagliando le spese militari' - chiude Unione Popolare Emilia Romagna.

Redazione Pressa
Redazione Pressa

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

Onoranze funebri Simoni

Acof onoranze funebri
Politica - Articoli Recenti
Il Viceministro Bignami a Carpi: 'Su ..
Incontro con la candidata sindaco Annalisa Arletti e il Coordinatore regionale FDI ..
23 Aprile 2024 - 00:51
Emergenza carceri: visita al ..
'Sovraffollamento e carenza di personale che, nonostante gli sforzi di chi si impegna, ..
22 Aprile 2024 - 15:06
Mirandola, Lugli si dimette: 'In Fdi ..
Il Pd: 'Un altro pezzo da 90 del Consiglio Comunale di Mirandola esce dal fronte della ..
22 Aprile 2024 - 12:49
Fuga in Europa, Bonaccini ribatte al ..
Disse: 'Con gli emiliano-romagnoli ho un patto di fiducia preso a inizio del 2020, sapete in..
22 Aprile 2024 - 08:38
Politica - Articoli più letti
Ferocia green pass, ora vivere in ..
Se regole irrazionali che nulla hanno a che vedere con la pandemia (che pur esiste sia ..
03 Febbraio 2022 - 07:40
Follia super Green pass: ora per i ..
Gli under 50 pensano non è un problema loro, i vaccinati si sentono al sicuro e gli over 50..
13 Febbraio 2022 - 08:38
Orrore Green Pass: noi non ..
Noi proveremo per voi compassione e fastidio, pietà e nausea. Ma non vi perdoneremo. Come ..
26 Gennaio 2022 - 11:21
Sport vietato ai 12enni senza super ..
L'Italia del premier osannato come il cavaliere bianco in grado di evitare il default, lo ha..
23 Gennaio 2022 - 10:58