'Il territorio emiliano e ancor di più quello Modenese è uno di quelli che subisce di più le ricadute dell'Unione Europea. In questa terra di motori la conversione elettrica suona come una bestemmia. Provocherebbe la perdita di migliaia di posti di lavoro in tutta la filiera. Poi gli effetti sull'economia, sul comparto ceramico in particolare dove diminuisce la produzione e aumentano i costi e dove vengono imposti limiti alle emissioni con costi elevati. Il rischio è quello di spostare la produzione in Cina o in altre parti dove non ci sono limiti o ce ne sono pochissimi, compreso quelli relativi ai diritti dei lavoratori'.
'Sul tema dell'agricoltura vogliamo rivedere integralmente il meccanismo della PAC e del Nutriscore, che da bollini e semafori allarmanti sulla salute umana anche rispetto ai nostri nostri prodotti d'eccellenza: Lambrusco, Parmigiano Reggiano, aceto balsamico sono considerati dannosi da questa Europa e come tali verrebbero spacciati nel mondo. Un danno, se consideriamo la crescita dell'export dell'Emilia-Romagna. Noi abbiamo il dovere di difendere l'Emilia e tutte le nostre produzioni e questo sarà il mio impegno se eletto - chiude Cavedagna -. Obiettivo prioritario sarà cambiare, a partire dalla transizione ecologica, tutte queste regole che mettono a rischio il nostro tessuto economico sociale, territoriale'.



