'Con la Legge di iniziativa popolare - affermano i promotori - invitiamo inoltre l’Assemblea Legislativa ad interrompere il processo di acquisizione di ulteriori forme di autonomia non trasmettendole al Governo. Le differenze fra la proposta autonomista di Bonaccini e quella della Lega sono inesistenti e anzi l’EmiliaRomagna, confermando le pre-intese all’interno del quadro delineato dal DDL Calderoli, contribuisce a legittimare politicamente il processo autonomista. La nostra Legge Popolare offre dunque alla maggioranza di governo di questa Regione l’opportunità di correggere un grave errore politico, rafforzando e sostenendo la lotta al progetto eversivo leghista che, di fatto, avvia un pericoloso processo d’indipendenza delle regioni ricche del Nord Italia'.
Il Comitato ha ringraziato per la partecipazione attiva, i partiti, volontari e singoli cittadini che si sono mobilitati in tutte le province dell’Emilia-Romagna consentendo di raggiungere un risultato straordinario e di informare capillarmente la popolazione regionale delle gravi ricadute economiche, ambientali, sul mondo del lavoro, sugli enti locali e in definitiva sulla democrazia e i diritti di cittadinanza che l’autonomia regionale differenziata comporta. 'Grazie alla firma di tanti cittadini e cittadine dell’Emilia-Romagna, ora il Presidente della Regione Bonaccini e l’Assemblea Legislativa possono cogliere l’occasione per discutere seriamente sulle ripercussioni della scelta autonomista, che non ha nulla a che fare con il regionalismo già oggi sancito dalla nostra Costituzione e che anzi ne evidenzia la pericolosità, proprio in virtù dell’avvenuta approvazione in Senato del DDL Calderoli'.
'È giunto il momento che l’Emilia-Romagna, con un atto politico ed istituzionale in difesa della Costituzione, ritiri le pre-intese come azione concreta di denuncia e di avversione all’approvazione definitiva del DDL Calderoli e al progetto indipendentista delle regioni del nord del nostro paese.

