'Più che il rapporto mistificato dall’attenzione per gli utili post bilancio, il Comune dovrebbe tutelare i cittadini applicando stringenti controlli sull’operato di chi ha in carico la raccolta, con la consapevolezza che, per contratto, c’è l’obbligo di raccogliere comunque la spazzatura per evitare problematiche per la salute pubblica. Fratelli d’Italia si è schierata fin dalle prime ore contro questa gestione di raccolta rifiuti unico motivo per il quale a Modena è presente un livello di sporcizia indegno, folle e vergognoso. Abbiamo portato istanze che potessero far correggere il tiro in una fase, quella iniziale, dove ancora era presente uno spazio di manovra che consentisse di evitare di giungere al livello in cui siamo adesso. L’Amministrazione ha preferito mettere in campo un vero e proprio circo di scelte, cadute una dopo l’altra, inefficienti, insensate. Dai mediatori culturali allo spazzino di quartiere formando una vera e propria galassia di costi aggiuntivi improduttivi in termini di risoluzione definitiva del problema. Fallimento certificato anche dal lancio delle cassette ‘eco smarty’, ovvero dall’inserimento di stazioni dove sono presenti i bidoni per piccoli rifiuti di carta e plastica. Si tratta di ulteriori costi anche in questo caso; infatti, si è scelto di spendere ancora pur di non dare l’idea di fare un passo indietro, fingendo nuove idee per evitare di accogliere quelle che giungono dall’opposizione nonostante sia stato comunque Fratelli d’Italia a
'Richiesta avanzata più di sei mesi fa, con la differenza che noi, per non spendere ulteriore risorse che graveranno comunque sui modenesi, chiedemmo di ripristinare i vecchi bidoni per dare priorità al rientro totale dell’emergenza. Richiesta che avanziamo ancora oggi. La sinistra continua con le battaglie ecologiche al contrario in un corto circuito psicologico e politico dove chi si erge a paladino del green, riempie di fatto le città di immondizia strizzando l’occhio al grande colosso Hera e, soprattutto, facendo finta di non sapere che tutte queste scelte non hanno fatto diminuire per niente il lavoro dell’inceneritore di via Cavazza, funzionante 350 giorni all’anno (i restanti sono utilizzati per la manutenzione degli impianti) che continua a mantenere il ritmo obbligato per bruciare 240mila tonnellate di rifiuti all’anno, volume necessario per far funzionare l’impianto. Infatti è bene ricordare che, qualora non arrivasse a queste quantità, lo stesso, dovrebbe funzionare a gas per mantenere la temperatura necessaria al funzionamento. Ipotesi piuttosto diseconomica. Per questo motivo continuiamo ad importare rifiuti da fuori città e fuori regione - continua Negrini -.



