Cultura, Modena ferma e senza visione: l'intellighenzia PD demolisce gli ultimi 10 anni e incalza Mezzetti
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Cultura, Modena ferma e senza visione: l'intellighenzia PD demolisce gli ultimi 10 anni e incalza Mezzetti

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Grandi contenitori come il S.Agostino lasciati senza direzione e identità, contenitori senza contenuti e l'occasione persa dell'ex Amcm. Nel confronto proposto dal PD con il candidato sindaco Mezzetti, i due mandati Muzzarelli sembrano non essere esistiti. Per Mezzetti è mancata la partecipazione e ora serve una svolta che parta da chi la cultura la produce: 'Scontiamo atteggiamento autoreferenziale, come sui rifiuti dove si è partiti dai bisogni di Hera e non dai cittadini. E attenzione al turismo. Se la quantità non è gestita fa danno alla città, come a Bologna'


Cultura, Modena ferma e senza visione: l'intellighenzia PD demolisce gli ultimi 10 anni e incalza Mezzetti
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'Un turismo scollegato dalla cultura che rischia di fare danno, assenza di grandi mostre, lo sbaglio di un progetto ex Amcm, occasione persa che tradisce il progetto culturale originario' - afferma Alberto Morsiani, referente storico dell'associazione circuito cinema di Modena. “Per il S.Agostino si è fatto il grande errore di perdere di vista la visione di Gae Aulenti e il progetto di spostare le biblioteche e unirle in un grande contenitore aperto alla città. Errore anche nel progetto ex Amcm. Da ambiente a carattere culturale che doveva accogliere le persone, creare spazi di condivisione, ad un luogo dove al massimo puoi parcheggiare l'auto per fare la spesa al supermercato'- afferma Alessandro Bertoni, chiamato a collaborare al progetto di Gae Aulenti sul S.Agostino e già Direttore del Sistema Bibliotecario dell'Università Ca' Foscari di Venezia. 

'C' è un colpevole ritardo nella progettazione del contenitore culturale del S.

Agostino.

Con l'abbandono del progetto Gae Aulenti si è gettato il bambino con l'acqua sporca posto che di acqua sporca ce ne fosse. Dal progetto che aveva nella biblioteca un pilastro oggi abbiamo un contenitore senza identità. Se mi chiedono oggi che cosa è e cosa sarà non so rispondere' - rincara Sergio Gimelli, giornalista con lungo elenco di incarichi nella pubblica amministrazione, tra cui, il più recente, ufficio stampa della Fondazione Modena.

Sono solo alcuni degli interventi dei tanti rappresentanti delle associazioni e degli organismi che gestiscono la cultura nella città di Modena riuniti all'appuntamento dedicato alla cultura e al programma culturale per le prossime elezioni organizzato dal PD al Drama Teatro di via Buon Pastore, a Modena, con il candidato sindaco Massimo Mezzetti.
Introdotto da Vincenzo Pezzitola - Responsabile Cultura PD Città di Modena, e da Andrea Bortolamasi, Assessore alla Cultura del Comune di Modena, l'intervento conclusivo di Mezzetti è stato anticipato da numerosi interventi da parte soprattutto di una platea qualificata. Dai quali è emerso un quadro desolante degli ultimi dieci anni di governo e di amministrazione. Come se i due mandati di Muzzarelli sotto l'aspetto delle politiche culturali, della programmazione e della visione anche rispetto ai contenitori che dovrebbero ospitare la cultura non fossero esistiti.

Dove i riferimenti a sindaci 'illuminati' sotto l'aspetto culturale riportano a Rubes Triva o a Corassori. Giuliano Barbolini, ora presidente di Ert, ascolta in silenzio dalla platea. A lui il riferimento è solo per ricordare un'altra occasione mancata, quella della torre vela di Frank Ghery, l'opera dell'architetto internazionale che avrebbe dovuto con gli inizi del nuovo millennio, caratterizzare porta S.Agostino. Sono passati 25 anni e ancora di quella piazza che doveva costituire un salotto pedonale di collegamento tra i grandi contenitori culturali del S.Agostino e dell'ex ospedale Estense divide, anziché unire, ed è oggetto di discussione solo per la presenza delle auto.
“La città, a quel tempo, fu vittima, come lo è stata anche in seguito, del suo provincialismo. Ricordo che mi chiedevano perché al posto di un architetto internazionale non si valorizzavano architetti modenesi' - afferma Mezzetti. Che con la cultura gioca in casa. Oggi è presidente del Consiglio di indirizzo di Ago. E qui il rilancio di un approccio più che di una proposta culturale che dovrebbe vedere Ago stesso non un soggetto accentratore ma un soggetto capace di coordinare i vari istituti culturali modenesi chiamati 'ad un salto di qualità' nelle iniziative proposte e di valorizzare le realtà culturali della città. Capaci non solo di gestire la cultura ma di produrre cultura e, semmai, di camminare da soli.

'Servono investimenti certo, più soldi certo, ma una cultura organizzata, di qualità, capace di produrre contenuti è una cultura che genera valore attrattivo anche per l'economia' - afferma Mezzetti. 'Grandi realtà industriali investono e crescono in realtà dove la cultura è forte'.

'Ma per farlo serve un cambio di approccio e di mentalità. Bisogna passare da una gestione oggi contabile ed autoreferenziale, ad un approccio che parta dalla partecipazione dal basso a partire da chi la cultura la fà'. E qui, indirettamente, emerge quella che potrebbe essere una svolta sostanziale rispetto agli ultimi dieci anni di mandato Muzzarelli dove le decisioni venivano prese e comunicate nelle assemblee in un distacco con la base, annullando o riducendo ai minumi termini la partecipazione e l'attenzione verso la città. E il parallelo, Mezzetti, lo fa rispetto rispetto ad altri settori del governo della città: dai rifiuti al trasporto pubblico. 'Politiche e trasformazioni hanno sempre guardato ai bisogni si Seta o di Hera e non a quelli dei cittadini. Il risultato sui rifiuti, è quello che vediamo. Il porta a porta è giusto me nel modello applicato a Modena bisogna avere il coraggio di ammettere i propri errori e cambiare'. 
Tra i tanti temi affrontati e sui quali la platea qualificata chiede una svolta, anche quello del turismo. La quantità non fa qualità ed è la qualità che paga a lungo termine non la quantità. Soprattutto quando il turismo è collegato alla cultura. Per Mezzetti il turismo deve essere governato ed orientato e non è detto che i grandi eventi siano la soluzione. 'Guardate Bologna. Con il turismo il centro di si è svuotato di bolognesi e di si sono ridotte le attività più identitarie. Il turismo della quantità rischia di fare danni' 

Gianni Galeotti

Nel video l'intervista al candidato sindaco Massimo Mezzetti al termine dell'incontro


Redazione Pressa
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