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Da Finale Emilia al tribunale di Modena, il grido dei Comitati: 'Fermatevi'

Da Finale Emilia al tribunale di Modena, il grido dei Comitati: 'Fermatevi'

Presidio questa mattina per la seconda udienza del processo che vede imputati anche l'ex presidente della società che gestisce l'impianto e Arpae. Tutto rinviato al 5 dicembre. Ma per la discarica da un milione di tonnellate di rifiuti speciali, già posta sotto sequestro, i lavori di ampliamento procedono


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Dopo l'udienza preliminare di giugno i Comitati di cittadini di Finale Emilia che da tempo denunciano presunti reati ambientali e si battono contro la attività della mega discarica di rifiuti speciali a Finale Emilia, sono tornati questa mattina, per la seconda udienza, davanti al tribunale di Modena. Udienza che doveva servire all'analisi e all'accoglimento di prove e testimonianze. Tra gli imputati accusati a vario titolo di falso, inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata anche l’ex presidente della società che gestisce l’impianto, partecipata al 70% da Hera ambiente, insieme a tecnici pubblici e dell’agenzia per l’ambiente Arpae. Udienza però rinviata al prossimo 5 dicembre a causa dell'indisponibilità certificata di uno degli avvocati. Esattamente una settimana prima della terza udienza, confermata per il 12 dicembre. Delusione per il nuovo stop, motivato anche dal fatto che da alcune settimane i lavori di ampliamento della discarica sono ripresi a pieno ritmo. E si tratta della terza area occupata dai rifiuti. Perché oltre alle due enormi montagne già presenti, ne dovrebbe sorgere una terza capace di stoccare 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali provenienti da tutta Italia.

'E incredibile - afferma Maurizio Poletti dell'Osservatorio Civico ora Adesso Tocca a noi.
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Nonostante i sequestri e le evidenze svolte in questi anni che avevano portato anche al sequestro della discarica, ed un processo in corso, si procede come se nulla fosse, chiaramente con l'avvallo della Regione. Chiediamo che l'autorizzazione venga rivista e che in attesa della sentenza i lavori siano bloccati'. 



Nel dicembre del 2019 i carabinieri avevano dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo dell’impianto ma il tribunale del Riesame ne ordinò il dissequestro. La discarica di Finale Emilia è ora oggetto di un progetto di ampliamento, dopo gli ultimi dati forniti da Arpae che parlano di sostanze inquinanti nei limiti di legge. Proprio su questo punto si scagliano comitati e associazioni contrari al sito, al suo ampliamento e che hanno dato vita al sit in davanti al tribunale. Anche il Comune di Finale Emilia si è costituito parte civile.

'La richiesta dell'Osservatorio civico e di tutti i cittadini finalesi è di procedere al sequestro
immediato di tutta l'area della discarica.
Non è possibile un tale scandalo, che si continui a lavorare in cantiere quando è in essere un procedimento penale che porta sul banco degli imputati proprio i dirigenti dell'ente che ha autorizzato il progetto.
Il procedimento, atto a valutare responsabilità o negligenze, non è 'altro'
dalla materia in questione; esso entra nel merito di quali siano stati i ruoli e le competenze di chi dovrebbe monitorare, verificare, accertare rischi e pericoli per l'ambiente e la salute dei cittadini.
Il cantiere continua ad andare avanti come se nulla fosse, è uno scandalo. Noi non riusciamo a comprendere la logica e anche l'etica di tale situazione. 
Al sindaco di Finale Emilia i cittadini ed in particolare l'Osservatorio civico ora tocca a noi chiedono di convocare al più presto una Conferenza dei Servizi per rivedere e rivalutare le autorizzazioni e nello specifico l'AIA, inerenti a questo progetto. Al signor sindaco chiediamo, inoltre, di fare quanto in suo potere e di esercitare tutte le pressioni politiche atte ad ottenere una sospensiva dei lavori nell'area, in attesa degli esiti del processo'

Gi.Ga.
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