Due miliardi, stop alle tasse e cassa integrazione: Meloni convince Bonaccini e sindacati
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Due miliardi, stop alle tasse e cassa integrazione: Meloni convince Bonaccini e sindacati

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Oggi pomeriggio, al termine del Consiglio dei Ministri, incontro del Presidente del Consiglio e dei Ministri con Presidente della Regione, sul primo pacchetto di interventi per l'alluvione in Romagna. Ne seguiranno altri


Due miliardi, stop alle tasse e cassa integrazione: Meloni convince Bonaccini e sindacati
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Due miliardi di euro a favore delle aree alluvionate in Emilia-Romagna, fra cui lo stop a tasse e contributi fino al 31 agosto e la Cassa integrazione in deroga fino a 90 giorni per lavoratrici e lavoratori.
Sono i principali contenuti del primo Decreto legge, varato dal governo per i territori e le comunità colpite dall'alluvione. La Regione e le forze economiche e sociali dell’Emilia-Romagna hanno incontrato il Presidente del Consiglio e i ministri, oggi a Roma a Palazzo Chigi, per una gestione il più possibile condivisa dell’emergenza alluvione e dell’assistenza alla popolazione colpita, e per impostare le condizioni per la ripresa economica, la ripartenza e la ricostruzione. Garantendo a cittadini, famiglie e aziende ristori e sostegno rapidi e adeguati. Sulla base di una piattaforma di proposte definita insieme dall’intero sistema regionale.

A incontrare la presidente del Consiglio, una delegazione guidata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, insieme al sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Davide Baruffi, e ai rappresentati delle associazioni di impresa e i sindacati, le professioni, gli istituti bancari. Tutte organizzazioni firmatarie del Patto per il Lavoro e per il Clima dell’Emilia-Romagna.

“Un grazie alla presidente Meloni e a tutto il Governo per la vicinanza dimostrata in questi giorni alla nostra terra- ha affermato il presidente Bonaccini, insieme alla premier e ai ministri-. Sta nella velocità che saremo in grado di imprimere e nella bontà delle risposte che daremo ai cittadini, alle famiglie e alle imprese l'efficacia del sostegno che sapremo dimostrare alle popolazioni colpite, tra cui gente che ha perso tutto o quasi tutto. Il sistema Emilia-Romagna ha saputo rappresentare questioni a cui il Governo ha dato una risposta coerente, ora dobbiamo impostare meccanismi efficaci per il rapido ristoro dei danni e l’avvio della ricostruzione”.

“Siamo qui oggi a Palazzo Chigi - ha proseguito - con il sistema delle imprese delle rappresentanze di imprese, dall'industria all'artigianato, dal commercio all'agricoltura e la cooperazione, coi professionisti e i sindacati: un modo di lavorare che abbiamo sperimentato in questi anni, insieme alla filiera istituzionale, con i sindaci in testa, tuttora impegnati nel territorio sull’emergenza, che ci è stato utilissimo, sia nelle fasi di pace che in quelle di guerra o di drammatica emergenza, come questa e come su il terremoto del 2012”.

“Oggi occorre lavorare per garantire la sicurezza delle persone, ma anche per far ripartire il prima possibile l’economia di una regione che fornisce un contributo rilevante alla crescita del Paese. Siamo pronti, nella massima collaborazione tra le istituzioni e il territorio, a dare una mano per arrivare a soluzioni, senza creare problemi, trovando insieme al Governo tutte le procedure e le misure che possono aiutare nella copertura economica laddove serve”.

Poi le proposte dell’Emilia-Romagna: “Insieme abbiamo condiviso con tutte le parti sociali, il mondo del lavoro e delle professioni, fino al Terzo settore, le misure necessarie, che già sono state raccolte dal Governo. Poi servirà una fase due, altrettanto veloce, che preveda ristori dei danni ma, soprattutto, così come fatto nel 2012 con il sisma, norme che consentano procedure speditive. Abbiamo bisogno, oggi come allora, di semplificazione, per garantire interventi adeguati al bisogno di una ricostruzione che venga fatta bene e nel pieno rispetto della legalità”.
Bonaccini ha anche preannunciato la visita giovedì in Emilia-Romagna della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “L’Europa ci stia vicina, attraverso l'accesso al Fondo di solidarietà europeo, risorse importanti, così come le centinaia di milioni di euro che furono stanziati sempre durante il post sisma”.

“Abbiamo davanti una strada che non sarà breve, ma vogliamo riuscire insieme a rialzarci- conclude Bonaccini-. Nel 2012, l'Emilia era spezzata ed eravamo in ginocchio e siamo riusciti a ripartire e a rialzarci tutti insieme. Sono sicuro che faremo così anche per la Romagna: ovviamente questo sarà possibile attraverso un lavoro corale e comune fra le istituzioni nazionali e quelle territoriali, mettendo al centro persone e comunità”.

Di seguito, nel dettaglio, i provvedimenti del primo provvedimento del governo per fare fronte alle conseguenze dell'alluvione

Oltre due miliardi di euro per le aree alluvionate. Stop a tasse e contributi (fino al 31 agosto), cassa integrazione e indennità una tantum. Sono questi i primi provvedimenti approvati oggi dal Consiglio dei ministri.
In arrivo da subito 100 milioni per le zone colpite dall’alluvione, la sospensione dei versamenti di tasse e contributi. Sospesi i processi amministrativi e provvedimenti sul lavoro, oltre che il rifinanziamento del Fondo per le emergenze nazionali (di circa 200 milioni).

Il ministero dell'Agricoltura ha stanziato 100 milioni di euro per gli indennizzi a favore delle imprese agricole e ulteriori 75 milioni a valere sul fondo innovazione per l'acquisto dei macchinari per le aziende danneggiate. Ben 100 milioni per il fondo di garanzia per le Pmi: nel decreto aumento della garanzia fino anche al 100%.

Il ministero degli Affari esteri ha previsto un contributo a fondo perduto per le imprese esportatrici danneggiate dall'alluvione a valere sul fondo Simest (per la crescita delle imprese italiane nel mondo) con una copertura di ulteriori 300 milioni di euro. C'è poi la creazione di una quota riservata di 400 milioni di euro' che riguarda tassi agevolati a fondo perduto.

Cassa integrazione in deroga per tutti i dipendenti fino a 90 giorni, una misura coperta fino a 580 milioni di euro. E c'è anche una tantum fino a 3mila euro per i lavoratori autonomi costretti a interrompere l'attività, con copertura fino a 300 milioni di euro.

Dal ministero del Turismo un fondo di 10 milioni per l'indennizzo delle aziende colpite. Il ministro dello Sport mette a disposizione 5 milioni di euro per interventi di manutenzione delle infrastrutture sportive. il ministro dell'Università prevede una possibilità di didattica e esami a distanza. E c'è un fondo di solidarietà per i docenti delle università interessate e per gli interventi di ripristino, di 3,5milioni. Per la scuola c'è un fondo da 20milioni di euro per la continuità didattica, e la facoltà al ministro dell'Istruzione, con ordinanza, a lavorare con una certa flessibilità all'adempimento degli esami di maturità con gli istituti coinvolti.

Le richieste dell’Emilia-Romagna

In sintesi, ecco le proposte avanzate al Governo dal Patto per il Lavoro e per il Clima (sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna e le associazioni di impresa e i sindacati, le professioni, il Terzo settore, gli istituti bancari) per la gestione dell’emergenza, l’assistenza alla popolazione, la ripresa economica e la ricostruzione del territorio emiliano-romagnolo colpito dall’alluvione.
Per gli esponenti istituzionali, del mondo produttivo e della rappresentanza sociale emiliano-romagnola, è necessario che l’Esecutivo si attivi per chiedere l’accesso alle risorse del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per sostenere le attività connesse all'erogazione dei servizi pubblici, ripristino delle infrastrutture, primi soccorsi alla popolazione colpita.
Inoltre, conclusa la fase di prima emergenza, sarà necessaria una valutazione insieme ai Comuni per l’individuazione di ulteriori azioni a loro supporto, come ad esempio la sospensione mutui, deroghe a scadenze Pnrr, l’assegnazione di personale tecnico-amministrativo.

In base all’elenco dei Comuni coinvolti predisposto dalla Regione, è necessaria la sospensione dei termini per gli adempimenti tributari e contributivi, così come quella dei processi civili, penali, amministrativi e tributari, il rinvio delle udienze e la sospensione dei termini di comunicazione e notifica degli atti.
Il blocco dei mutui deve essere esteso anche a Rimini, così come è già stato riconosciuto alle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena.
Sul fronte della liquidità, viene richiesto di attivare un fondo di garanzia in favore delle micro, piccole e medie imprese ubicate nei territori colpiti dagli eventi calamitosi e che abbiano subito danni.
Inoltre, è necessario mettere a disposizione dal sistema bancario regionale risorse per la liquidità immediata per le imprese, anche in raccordo con i consorzi fidi regionali.
A favore dei lavoratori dovranno essere attivati gli strumenti ordinari di assistenza e gli ammortizzatori sociali necessari, con una misura specifica per i lavoratori avventizi impiegati in agricoltura, nonché per i lavoratori stagionali, indipendenti e autonomi.

Si chiede la definizione di un piano di ristori economici e che vengano stanziate adeguate risorse per il supporto a famiglie e imprese colpite dagli eventi calamitosi, così come la concessione di contributi per la riparazione, il ripristino e la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa, a uso produttivo e per servizi pubblici e privati.
Sono inoltre necessari contributi anche a favore della delocalizzazione temporanea delle attività danneggiate al fine di garantirne la continuità produttiva, oltre che in favore delle attività produttive, industriali, agricole, zootecniche, agroindustriali, commerciali, artigianali, turistiche, professionali e di servizi, ivi comprese quelle relative agli enti non commerciali e alle organizzazioni, fondazioni o associazioni aventi sede o unità produttive nei comuni interessati dagli eventi calamitosi che abbiano subito gravi danni a beni mobili e scorte.
Necessari anche contributi per i danni alle strutture adibite ad attività sociali, ricreative, sportive e religiose; e agli edifici di interesse storico-artistico.
Servono inoltre risorse a favore delle persone che abitano in locali sgombrati dalle competenti autorità per gli oneri sostenuti conseguenti a traslochi e depositi, nonché le risorse necessarie al reperimento di alloggi temporanei.

La delegazione dell’Emilia-Romagna a Palazzo Chigi

All’incontro erano presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ed il Sottosegretario alla presidenza Davide Baruffi.

I rappresentanti delle forze economiche e sociali del territorio intervenute: Confindustria (presidente regionale Annalisa Sassi), Confapindustria (presidente nazionale Cristian Camisa), Cna( presidente regionale Paolo Cavini), Confartigianato (presidente regionale Davide Servadei), Confesercenti (presidente regionale Dario Domenichini), Confcommercio (presidente regionale Enrico Postacchini), Agci (presidente regionale Massimo Mota) LegaCoop (presidente regionale Daniele Montroni),Confcooperative (presidente nazionale Maurizio Gardini), Coldiretti (presidente regionale Nicola Bertinelli), Cia (presidente nazionale Cristiano Fini), Confagricoltura (presidente regionale Marcello Bonvicini), Copagri (responsabile Alberto Benetti), Cuper(presidente regionale Alberto Talamo), Cgil (segretario regionale Massimo Bussandri), Cisl (segretario regionale Filippo Pieri), Uil (segretario regionale Giuliano Zignani), Ugl (segretario regionale Tullia Bevilacqua).

Redazione Pressa
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