L'obiettivo ufficiale dell'Ausl di Modena, nella proposta di riorganizzazione del sistema territoriale dell'emergenza- urgenza, elaborata in risposta e in funzione a quanto richiesto dalla nuova legge regionale, è quello della razionalizzazione e dell'ottimizzazione delle risorse in un rete che deve garantire sempre interventi efficaci in tempi brevi e H24, con il migliore utilizzo dei mezzi a disposizione.
Fatto sta che anche in questo caso la riorganizzazione sembra fare rima con riduzione, dei servizi e delle funzioni. O almeno questo emerge dall'elenco delle trasformazioni che riguarderanno le funzioni dei mezzi attivi soprattutto sul territorio della provincia: auto-mediche o auto-infermieristiche in particolare. Tra i pilastri fondamentali della riorganizzazione del sistema, oltre ai nuovi numeri di emergenza, alla nascita dei CAU, i Centri di assistenza urgenza che in provincia di Modena, in una prima fase, comporteranno la riconversione dei punti di Primo Intervento di Fanano, Finale Emilia e Castelfranco, c'è anche una piccola rivoluzione nell'attività dei mezzi infermieristici, e medici.
Ad illustrare la proposta che passerà al vaglio ella prossima seduta della Conferenza Territoriale sociale e sanitaria, il responsabile dell'emergenza urgenza Geminiano Bandiera che dopo essere stato alla guida del Pronto Soccorso di Baggiovara, oggi è direttore interaziendale del settore dell'emergenza-urgenza per l'intera area provinciale. Andando con ordine, la proposta eleborata al termine di quello che è stato illustrato come un lungo percorso di confronto sui numeri attuali degli interventi anche con il mondo del volontariato.
La proposta illustrata e che molto probabilmente passerà prevede per Mirandola il 'superamento del mezzo del mezzo di soccorso avanzato a leadership infermieristica notturna di Mirandola che oggi ha un numero di interventi estremamente ridotti, la conversione del mezzo di soccorso avanzato a leadership infermieristica Modena 6 oggi nella fascia diurna, in mezzo di soccorso base.
Il Dr. Bandiera invita a leggere i dati all'interno di un contesto di razionalizzazione e ottimizzazione dei mezzi di soccorso e non di tagli. Un processo basato, appunto, sull'analisi dei dati di intervento fino a oggi, con l'obiettivo di evitare anche le cosiddette ridonanze, facendo l'esempio di uno scenario in cui su uno stesso evento che coinvolge una persona si trovano ad intervenire, una auto-medica, una auto-infermieristica ed un elicottero'.
'L'obiettivo è trovare un equilibrio tra il sovradimensionamento dell'intervento e il rischio di sottodimensionamento per raggiungere la massima appropriatezza negli interventi tempo-dipendenti. E lo abbiamo fatto - conclude - confrontandoci con le associazioni di volontariato che sono la parte fondamentale nel funzionamento deln sistema'.
Gianni Galeotti



