Secondo il capogruppo del Carroccio locale, infatti, gli interventi prospettati rimangono nel solco delle attività culturali di nicchia che hanno contraddistinto la città in questi anni. 'Questo progetto manca di senso compiuto, appare come un pot-pourri di cose slegate tra loro: ognuno dei soggetti della Fondazione mette a disposizione ciò che ha senza una reale integrazione di elementi e obiettivi. In pratica cosa verrà fatto? Verranno trasferiti all’Ex Sant’Agostino il Museo della Figurina, che attualmente si trova a Palazzo Santa Margherita, e la Biblioteca Estense, che ha già una sua sede. Il nuovo polo culturale ospiterà anche qualche museo universitario secondario, dal momento che i principali - ovvero quello di paleontologia e di zoologia - resteranno dove sono, come pure il teatro e il Museo Anatomico. Questo polo museale nasce dunque senza una sua identità specifica, senza essere né carne né pesce: non è un vero museo scientifico - come potrebbe essere il Muse di Trento o i Musei di Storia Naturale di Verona o Venezia, o ancora il Museo della Scienza di Milano - né un museo artistico o storico, bensì un miscuglio di tipologie'.
Bertoldi si è dunque domandato se valga la pena, in un periodo di difficoltà economica come quello attuale, attingere alle casse pubbliche per un progetto come questo. 'Penso che le priorità dei modenesi al momento siano altre. Ha senso spendere tra i 110 e i 120 milioni di euro solo per trasferire qualche collezione di relativa importanza in un’altra sede? Dubito fortemente che questo enorme investimento renda la nostra città più attrattiva o aumenti considerevolmente i flussi turistici; né tantomeno penso che questo esoso impiego di risorse le conferisca quella forte accezione culturale che ci aspettava quando il polo era in elaborazione.



