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Fanano, Forza Italia denuncia: 'Con il Cau viene meno il supporto medico d'emergenza in montagna'

Fanano, Forza Italia denuncia: 'Con il Cau viene meno il supporto medico d'emergenza in montagna'

Antonio Platis e Paola Pasquali: 'La legge prevede che il medico del CAU sia a disposizione solo nella struttura, rendendolo indisponibile per l'emergenza urgenza in montagna'


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'Quali sono le reali ricadute della riorganizzazione dell’emergenza-urgenza nell’alto Frignano?' È questa la domanda che viene posta al Presidente Provinciale Braglia in una interrogazione da parte del consigliere Antonio Platis e dalla coordinatrice Paola Pasquali.
'Purtroppo la trasformazione del Punto di Primo Intervento di Fanano in CAU rischia di avere ripercussioni sul servizio di emergenza urgenza. Infatti, la legge prevede che il medico del CAU sia a disposizione h24 solo della struttura, quindi, ogni volta che è necessario far intervenire un medico su una emergenza-urgenza in occasione di un sinistro o di un malore in montagna che succede? Da dove parte - si interrogano Platis e Pasquali - l’automedica? A Fanano non ci sarà il consueto supporto medico per l’operatività 118 sul territorio? Se sbagliassi in questa interpretazione ne sarei molto contento, ma temo che non sia così'.

'Anche l’automedica donata appena due settimane per il servizio di continuità assistenziale e per il supporto della rete del 118 sarà usata solo per la prima funzione. È bene ricordare - incalzano gli azzurri - che il primo mezzo con un medico disponibile parte a svariati chilometri da qui, forse da Pavullo o forse da Vignola.
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Il passaggio da Punto di Primo Intervento a CAU era stato spacciato come ‘indolore’ e invece rischia di lasciare a “piedi” un tassello determinate della rete di emergenza-urgenza della montagna'.
Nell’interrogazione appena depositata si chiede inoltre conto del tempo di intervento dei mezzi di soccorso nell’alto Frignano per ogni intervento, al fine di verificare l’effettiva rispondenza con gli standard regionali, fissati in una media massima di 18 minuti.
'A ciò si aggiunge la riorganizzazione delle ex guardie mediche che, non avendo più l’accesso diretto, obbliga al passaggio tramite call-center per poi essere reindirizzati al territorio. Il recente caso di Sestola è emblematico. Un’ulteriore complicazione - concludono Platis e Pasquali - che i cittadini non comprendono e che lascia intravedere nuovi ed ulteriori tagli'.
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