'Tale annuncio arriva dopo un gravissimo episodio avvenuto ieri a Bomporto, dove Seta ha abbandonato circa 70 ragazzini all'uscita di una scuola media senza comunicazione alcuna o senza che l’Azienda predisponesse una soluzione alternativa. Il problema della carenza d'organico è diventato troppo evidente e ormai si è dipanata in tutta la Provincia di Modena: Seta sta offrendo un servizio non degno per un territorio come quello modenese, nel silenzio totale e assordante di AMO che, in palese conflitto di interesse, non riesce a tutelare l’utenza modenese da continue infrazioni dell’Azienda. Amo, la Provincia e tutte le Istituzioni locali devono intervenire prepotentemente per incentivare l’ingresso degli autisti in azienda, evitando di continuare la lottizzazione politica delle poltrone di comando: la nomina di Cirelli (nella foto) è l’ultimo tassello di un mosaico da Prima Repubblica che non risolve il problema, ma concede posti di lavoro ai compagni di partito'.
'Perché il problema della penuria di autisti è noto da tempo: come denunciato dai sindacati la continua carenza di personale qualificato sta flagellando Seta, soprattutto a causa di stipendi troppo bassi, condizioni lavorative difficili e del tutto peculiari, soluzioni abitative decisamente introvabili o con prezzi insostenibili. A fronte di ciò, l’unica soluzione che l’Azienda ha messo in campo è rappresentato dalla firma del protocollo d’intesa finalizzato a facilitare l’inserimento lavorativo degli stranieri titolari di protezione internazionale, rientranti nella rete di accoglienza della Provincia di Modena. Il nostro principale timore è il continuo peggioramento del servizio e che le dimissioni dell’ex presidente Nicolini e la successiva nomina di Cirelli, evidentemente più preoccupato a difendersi da altre situazioni personali piuttosto che risolvere i problemi di Seta, siano finalizzate a giustificare la nascita dell’azienda unica sotto l’impero del Pd di Bologna, ultima mortificazione per la nostra città dopo aver perso la direzione e gestione della propria Fiera, spolpata all’osso dal Partito Democratico regionale'.



