'L’articolo 3 del disciplinare tecnico allegato al contratto di servizio di gestione dei rifiuti prevede la redazione da parte del gestore di un piano annuale delle attività che deve essere approvato dal Direttore di esecuzione del contratto, ma non esiste nessun piano annuale approvato dal Direttore di esecuzione del contratto e questo spiega la totale confusione che regna in città' - continua Elisa Rossini
'Il sistema di raccolta è partito un anno fa senza una visione e un programma preciso. Si è proceduto al buio, usando i cittadini e la città come cavie di una indecorosa sperimentazione che ha portato in pochi mesi Modena ad essere immersa nei rifiuti. Un degrado inaccettabile ed una situazione che può risolversi solamente fermando questo disastro e riposizionando i cassonetti. Manca un piano delle attività, manca l’approvazione da parte del direttore di esecuzione del contratto, Hera risulta inadempiente agli obblighi contrattuali, primo fra i quali il mantenimento nell’avvio del nuovo sistema di un livello di pulizia pari a quello antecedente all’avvio stesso. Di fronte a tutto ciò la Giunta fa proclami, inventa fasi inesistenti, non è in grado di relazionarsi con il gestore nell’interesse dei cittadini - afferma Elisa Rossini -. Un anno fa Fratelli d’Italia chiedeva che la raccolta differenziata non si facesse con il porta a porta ritenendo che in una città con la densità abitativa di Modena un sistema di quel genere non fosse gestibile. Non siamo stati ascoltati. Oggi sappiamo anche che non è mai stato fatto un piano delle attività per le fasi di avvio e che il piano delle attività del 2023 non reca l’approvazione del Direttore di esecuzione del contratto. Sappiamo quindi anche che ci sono importanti problemi di adempimento contrattuale da parte di Hera. Ci chiediamo cosa aspetti la Giunta a prendere una posizione chiara su questo a tutela della città'.



