'Purtroppo con il problema delle coperture danneggiate dal maltempo e in particolare dalla grandine dell’estate scorsa – hanno spiegato gli amministratori finalesi – stiamo facendo i conti anche noi negli edifici comunali: scuole, palestre, uffici municipali. Nell’immediato si è intervenuto sui danni evidenti, ma nei tetti erano presenti anche danneggiamenti che si sono manifestati solo nel tempo'.
Gli istituti scolastici superiori sono di competenza provinciale e gli amministratori hanno confermato il proprio impegno nel sollecitare l’istituzione preposta a effettuare gli interventi il più rapidamente possibile, compatibilmente con le condizioni atmosferiche che per il momento non consentono di eseguire i lavori. Il Presidente della provincia, ente che ha la competenza per l'edilizia delle scuole superiori, ha deciso questa mattina di recarsi a Finale Emilia, per dimostrare la presenza delle istituzioni e per valutare l'entità dei problemi e le possibili soluzioni.
Nel frattempo gli studenti hanno richiesto l’eventuale disponibilità di spazi alternativi, in attesa di rendere agibili le aule al momento inutilizzabili.
'Ci attiveremo immediatamente – ha affermato il sindaco Poletti – per verificare se esistono soluzioni praticabili che consentano di risolvere il disagio degli studenti e di tutta la scuola'. 'Non esistono scuole di serie B. Non possiamo accettare che in un istituto come il Liceo Morandi vi sia una situazione di questo tipo, ed è per questo che sosteniamo con energia il loro sciopero, un atto di protesta coraggioso - afferma Matteo Testoni, segretario dei Giovani Democratici della Bassa Modenese - Comprendiamo la complicata posizione della Provincia, la quale ha avviato un contenzioso nei confronti della ditta incaricata della manutenzione al tetto effettuata la scorsa estate. Tuttavia non possiamo neanche ignorare la totale assenza di contromisure adottate per arginare la situazione'.
'Lo sciopero indetto al Liceo Morandi ha come obiettivo quello di chiedere alla provincia un immediato intervento affinché si possano svolgere regolarmente le attività didattiche, ma in ottica futura questo non è sufficiente.

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