'L'Associazione 'Non una di meno' di Rimini ha bollato 400.000 Alpini come 'ubriaconi, machisti, branco di chi fa a gare a chi ce l'ha più duro, che si sente in diritto e in dovere di reclamare il possesso del corpo di ogni donna che gli passa accanto', minacciando di 'spezzargli una ad una quelle lunghe penne nere' Al linciaggio ideologico ha fatto seguito l'invito a segnalare alla stessa associazione ogni atteggiamento percepito come molestia (senza bisogno di denuncia), mettendo in moto una macchina del fango che ha portato addirittura alla richiesta di sospendere le prossime adunate'.
A intervenire di nuovo in questi termini sui fatti legati all'adunata Alpini di Rimini è l'ex senatore Carlo Giovanardi dei Popolari liberali il quale allega alle sue dichiarazione una foto (sopra) che mette a confronto una foto del raduno Alpini con alcune immagini del Gay pride.
'Fermo restando che ogni singolo episodio di molestia va perseguito con rigore e determinazione, c'è da domandarsi che Paese sia diventato l'Italia, dove nei Gay Pride si dileggiano e offendono i simboli del Cristianesimo e si ostentano atteggiamenti sguaiati, provocatori e a volte osceni - afferma Giovanardi -. E' incredibile ma vero, che chi tenta di distruggere la grande storia ed attualità del volontariato testimoniati dagli Alpini siano spesso gli stessi ambienti che applaudono ai Gay Pride ed ad ogni tentativo di cancellare i valori della nostra millenaria cultura cristiana'.
Giovanardi: 'Attaccano l'adunata Alpini e applaudono il gay pride'
'Chi tenta di distruggere la grande storia ed attualità del volontariato testimoniati dagli Alpini siano spesso gli stessi ambienti che applaudono ai Gay Pride'
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