I fatti parlano chiaro. Oggi, a distanza di altri 9 anni, nulla si è fatto. Ed è così che il vecchio progetto dell'hub intermodale, ad un anno da altre elezioni, è stato ripreso nel suo nucleo centrale e posto al centro dello studio per l’Hub intermodale ferro-gomma presentato lunedì pomeriggio in consiglio comunale. Un flash back a 25 anni fa. Quando impegni, promesse e previsioni, erano gli stessi.
Cosa prevede oggi il progetto
Venticinque stalli coperti per i bus extraurbani, otto per gli urbani, un’area parcheggio scoperta per 28 pullman, 12 spazi per i taxi, una velostazione con 640 stalli per biciclette e altri 440 sotto le pensiline.
Nell’area sono previsti anche 13 stalli auto per la modalità “kiss and ride” (la sosta breve e gratuita limitata alle operazioni di carico e scarico dei passeggeri), una ciclofficina di 50 metri quadri, oltre 12 mila metri quadri di aree a verde e un centro congressi
La superficie complessiva dell’Hub per il trasporto pubblico degli extra urbani è di oltre 23 mila quadri, con accesso e uscita dalla rotatoria tra viale Montecuccoli e via Monte Kosika, mentre quasi 3 mila metri quadri sono dedicati agli urbani nella zona che da viale Crispi si inserisce nel piazzale di fronte alla stazione ferroviaria.
Le ipotesi progettuali prevedono anche una zona commerciale nell’area a ovest del comparto, su viale Montecuccoli.

Gli altri elementi strategici nel riassetto del Traporto Pubblico
Il nuovo hub intermodale, con servizi per la ciclabilità, collocato di fianco alla stazione ferroviaria di Modena, sarebbe uno dei tre pilastri su cui si basa la revisione delle linee di trasporto urbano. Il secondo, non per importanza, è la valutazione comparata di diverse soluzioni tecnologiche, di tracciato e di infrastruttura per la linea Modena-Sassuolo, “per individuare quella che possa favorirne l’utilizzo e la sicurezza, risolvendo anche le numerose interferenze con la viabilità ordinaria'.
Gianni Galeotti



