'La denuncia fatta dai Comuni ricorrenti circa la non possibilità di alcuni sindaci di prevaricare le posizioni degli altri utilizzando i voti determinanti di un privato (Hera) è stata pienamente accolta dal Tar perché questo ha sancito che, vista la nuova composizione del cda, debbano essere rivisti gli affidamenti in essere (senza gara pubblica) e che tutti i Comuni si dovranno attrezzare in tal senso, fin da subito. Il Tar ha sancito che, solo per effetto di questa delibera, è venuto meno l’assetto pubblicistico della società, con la mutata composizione del cda ove è intervenuto anche in maniera determinante un privato - continua la nota dei sindaci guidati da Borghi -. I Comuni che diedero vita ad Aiamg con l’intento di creare una società pubblica attraverso la quale gestire i propri servizi a favore delle loro comunità, oggi hanno una società che ha perso tale caratteristica. Infatti il Tar ha rilevato che saranno gli affidamenti in essere a doversi conformare alla situazione venutasi a creare per effetto della nomina del nuovo cda, laddove in effetti tale nomina abbia modificato la situazione di controllo pubblico precedente. I Comuni ricorrenti sottolineano la necessità per mantenere in vita Aimag, alla luce di questa sentenza, di dover immediatamente azzerare il cda così come nominato (unico elemento che denota la perdita di controllo pubblico) e di procedere alla conferma della volontà di tutti i Consigli comunali interessati di avere Aimag quale società a controllo pubblico. Di conseguenza, poi, si dovrà pervenire ad una nomina congiunta di un nuovo cda votato dalla maggioranza pubblica e con un patto di sindacato che mantenga fermo il controllo pubblico.
I sindaci ricorrenti: 'Il Tar ha confermato che Aimag ha perso controllo pubblico'
'Occorre immediatamente azzerare il cda così come nominato, unico elemento che denota la perdita di controllo pubblico'
'La denuncia fatta dai Comuni ricorrenti circa la non possibilità di alcuni sindaci di prevaricare le posizioni degli altri utilizzando i voti determinanti di un privato (Hera) è stata pienamente accolta dal Tar perché questo ha sancito che, vista la nuova composizione del cda, debbano essere rivisti gli affidamenti in essere (senza gara pubblica) e che tutti i Comuni si dovranno attrezzare in tal senso, fin da subito. Il Tar ha sancito che, solo per effetto di questa delibera, è venuto meno l’assetto pubblicistico della società, con la mutata composizione del cda ove è intervenuto anche in maniera determinante un privato - continua la nota dei sindaci guidati da Borghi -. I Comuni che diedero vita ad Aiamg con l’intento di creare una società pubblica attraverso la quale gestire i propri servizi a favore delle loro comunità, oggi hanno una società che ha perso tale caratteristica. Infatti il Tar ha rilevato che saranno gli affidamenti in essere a doversi conformare alla situazione venutasi a creare per effetto della nomina del nuovo cda, laddove in effetti tale nomina abbia modificato la situazione di controllo pubblico precedente. I Comuni ricorrenti sottolineano la necessità per mantenere in vita Aimag, alla luce di questa sentenza, di dover immediatamente azzerare il cda così come nominato (unico elemento che denota la perdita di controllo pubblico) e di procedere alla conferma della volontà di tutti i Consigli comunali interessati di avere Aimag quale società a controllo pubblico. Di conseguenza, poi, si dovrà pervenire ad una nomina congiunta di un nuovo cda votato dalla maggioranza pubblica e con un patto di sindacato che mantenga fermo il controllo pubblico.
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