Il PD chiude con i big la campagna di Mezzetti, ma protagonisti sono Vannacci, Bignami e 'la destra'
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Il PD chiude con i big la campagna di Mezzetti, ma protagonisti sono Vannacci, Bignami e 'la destra'

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Festa in piazza Matteotti con il presidente Bonaccini e la segretaria Schlein. Mezzetti evoca il pericolo autoritario della destra, Bonaccini Vannacci e Berlato, e la Schlein ricorda il Viceministro alle infrastrutture di Fratelli d'Italia, Poi il grido comune: 'Con Mezzetti per la vittoria, subito, per continuare il buon lavoro fatto negli ultimi anni'


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Circa un migliaio le persone presenti in piazza Matteotti per la festa di chiusura di campagna elettorale del PD. Sul palco ci sono i candidati alle europee, tra cui Stefano Bonaccini, e i candidati sindaco PD della provincia. Su tutti, protagonista da subito sul palco e nell'intervento alla platea. Massimo Mezzetti, ringraziato dal segretario regionale del partito Luigi Tosiani per avere risposto alla chiamata fatta dal partito a chi, come lui, dal PD si è allontanato e non è più tornato. Non a caso, forse, Mezzetti, su quel palco esclusivo del PD, si mostra meno carico e meno sciolto di quanto è era stato lunedì scorso, alla festa in piazza Pomposa, con gli alleati di coalizione. Parla poco di Modena.

In generale, discorso breve ('sul programma ho già parlato nell'appuntamento in Pomposa'), e anche lui, sulla scia di quello che saranno gli interventi del Presidente Nazionale del Partito Bonaccini e della Segretaria nazionale Schlein, si lancia in un attacco alla destra o, meglio al rischio di una destra al governo. 'Stiamo assistendo al tentativo di riscrivere la costituzione con una torsione autoritaria'. Poi il ritorno all'episodio della festa di lunedì, con il riferimento alla mafia e alla destra e alle reazioni del centro-destra alle sue parole. 'Hanno detto che ho perso la gentilezza e hanno tentato di attribuirmi una posizione cattiva, di dipingermi come un orco cattivo. Queste persone devono capire che gentilezza non è sinonimo di debolezza. E' gentile chi è forte delle sue idee e delle sue ragioni. Le persone che non si battono per le loro idee non valgono nulla o loro o le loro idee.

Io continuerò a battermi per le mie idee'.

A continuare con il filo rosso sulla destra e Vannacci, temi che mano a mano si susseguono come parte integrante negli interventi, ci pensa Stefano Bonaccini che all'inizio subito plaude all'unità del PD e del centrosinistra. 'Se non siamo uniti questa destra governerà 30 anni'. Poi. 'La Lega candida Vannacci, che fa riferimento alla Decima Mas e non condanna chi ha fatto patti con Hitler, mentre Fratelli d'Italia candida Sergio Berlato, vicecapolista della Meloni, riferimento del mondo no vax e che ha contestato la gestione della pandemia mettendone in dubbio la gravità. Nonostante la gravità di due anni vissuti con la morte di tante persone e con l'impegno profuso dagli operatori sanitari, diversi dei quali hanno perso la vita'.

Poi riferimento al programma europeo e ad un provvedimento da proporre subito in caso di elezione. Bonaccini non ha dubbi: 'Eliminare il diritto di veto degli Stati. In Europa basta Orban da solo a impedire che gli altri 26 decidano - ha aggiunto Bonaccini - ma attenti, siccome a votare ci va già poca gente, se poi percepiscono che la democrazia in Europa non decide, ci si chiede 'ma allora a che cosa serve?'

Elly Schlein arriva in piazza quando sul palco sono già iniziati gli interventi. Prima di salirci lei, sul palco, le chiediamo direttamente una valutazione sulla campagna elettorale: 'E' stata bella, soprattutto perché abbiamo riportato il partito dove la gente si aspetta che sia. Nei luoghi di lavoro, nelle piazze, tra la gente, parlando dei temi che riguardano la vita di tutti i giorni, il faticare a fare la spesa, il salario minimo, il diritto ad una sanità pubblica e universalistica'.

Ma è la stessa segretaria che ci tiene a rilasciare una dichiarazione sulle parole pronunciate dal viceministro Bignami ai cittadini della Romagna alluvionata rispetto ai ristori. 'Abbiamo sentito oggi le parole di un viceministro del governo Meloni che agli alluvionati non solo non si scusa rispetto alle attese ma addirittura li ricatta dicendo che potranno avere questi ristori che sono un loro diritto come persone alluvionate solo se non criticano e solo se non hanno simpatia politica per il Pd. “Io non ho mai visto le istituzioni utilizzate in questo modo'. Ripeterà pochi minuti dopo gli stessi passaggi sul palco, Bignami compreso

Poi sull'Europa: 'E' nata come un progetto di pace e deve rimanere un progetto per la pace, non un'economia di guerra. Vogliamo una politica estera comune, con una voce sola e forte della Ue, che chieda un cessate il fuoco immediato, per fermare il massacro in corso a Gaza, per riuscire a portare gli aiuti umanitari necessari'. 'Bisogna intraprendere un percorso di pace verso la soluzione dei 'due popoli, due Stati'. Uno esiste già, e ha diritto a esistere, senza missili e attacchi terroristici: ma l'altro purtroppo non è mai stato riconosciuto, e noi pensiamo che sia arrivato il tempo di riconoscere anche ai palestinesi il loro pieno diritto a vivere in pace, in sicurezza, in un loro Stato esattamente come gli israeliani'.

Gianni Galeotti

Gianni Galeotti
Gianni Galeotti

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consiglie..   Continua >>


 


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