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Il punto nascite di Pavullo potrà riaprire

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Parlamentari e consiglieri regionali all'appuntamento promosso dal Comitato Salviamo l'ospedale per sostenere l'istanza di riesame della richiesta di deroga all'apertura


Il punto nascite di Pavullo potrà riaprire

Si riparte dalla Regione Emilia-Romagna, dove tutto è finito, ente primo ad ultimo a dovere decidere, anche quando il Ministero ha espresso il proprio parere. Perché il parere del Ministero, anche quando in ballo c'è la sopravvivenza di un punto nascite o di un ospedale, è consultivo e non vincolante. Ed è la Regione (che sulla sanità ha potere ed autonomia legislativa pur all'interno della normativa nazionale), ad avere il diritto-dovere a dire l'ultima.

E allora si riparte da lì, dalla Regione, con un impegno politico forte da parte delle forze opposizione in assemblea legislativa, ma ora maggioranza di governo a livello nazionale. Impegno per ridiscutere, rivedere e inviare nuovamente a quel ministero che nel frattempo ha cambiato colore politico, quella richiesta di deroga all'apertura sulla quale il Ministero, ancora guidato da Beatrice Lorenzin, aveva espresso il proprio parere negativo.


Accettato pari pari e con convinzione dalla Regione, perché giustificato come insindacabile frutto di un'analisi tecnica e scientifica che aveva decretato anche il punto nascite di Pavullo (dove da tempo era in atto da parte dell'Ausl un dichiarato dirottamento delle gestanti residenti in montagna verso Sassuolo), come non più sicuro, proprio perché di molto al di sotto dei 500 parti all'anno. Soglia imposta dall'accordo del 2010 della conferenza Stato - Regioni che definì l'obiettivo della chiusura dei punti nascita al di sotto delle 1000 unità l'anno, con deroga ai 500, ma non al di sotto. 
 
Punti diventati quasi un dogma tecnico e tecnicistico capace di oscurare il primato della politica e della politica territoriale, che dovrebbe scegliere l'indirizzo da fare tradurre ai tecnici e non dovrebbe lasciarselo dettare dai tecnici. Indirizzo che con il cambio del governo politico potrebbe però essere rimesso in discussione.

Arrivando fino agli accordi della conferenza stato-regioni del 2010 ma partendo proprio dalla richiesta di riesame di quella richiesta di deroga che la Regione inviò al ministero e che il comitato Salviamo l'ospedale di Pavullo ha smontato evidenziandone le presunte carenze rispetto agli effetti, in termini di garanzie nel servizio di emergenza urgenza e di assistenza alle gestanti soprattutto residenti nei territori montani e nelle aree più lontane dalla pianura, dopo la chiusura del punto mascita. In pratica, stando all'esame del comitato  posto a supporto della richiesta di riesame, ci sarebbe la dimostrazione di come la Regione non abbia evidenziato efficacemente quegli elementi dettati dalle criticità geografiche ed ambientali tipiche dei territori montani, capaci di impedirne la chiusura.

Da qui la richiesta di rivedere quella richiesta di deroga e l'istanza che la portavoce del Comitato Maria Cristina Bettini ha illustrato nuovamemente ieri sera. Istanza che lo stesso comitato ha chiesto ai singoli consigli comunali dei dieci comuni del Frignano di fare propria, approvandola nei rispettivi consigli comunali per poi inviarla al Ministero.

Cosa che subito e convintamente ha fatto il Sindaco di Fiumalbo, Mirto Campi, non a caso al tavolo dei relatori, ieri sera. Inviando l'appello del consiglio comunale e del proprio comune prima al Ministro Lorenzin, poi all'attuale Ministro Grillo. 'Ci credo fermamente - ha affermato - perché amo il frignano e credo nel diritto di nascere nella propria terra'. Dopo Fiumalbo l'istanza è stata tradotta in una mozione presentata dal Movimento 5 stelle ed approvata anche dal Comune di Pavullo. Istanza che ieri sera ha trovato ufficialmente la condivisione ed il supporto dei  consiglieri regionali e parlamentari di Lega, Forza Italia e Movimento 5 stelle, pronti ad assumersi l'impegno a riportare la questione sul tavolo della Regione e del Ministero. Presenti all'appuntamento di Pavullo dove erano state invitate tutte le forze politiche. In platea prima e poi sul palco, anche il Sindaco di Pavullo Luciano Biolchini. Presente il sala anche sindaco di Polinago Giandomenico Tomei e, unica rappresentante del PD, il consigliere comunale Stefania Cargioli che si è dichiarata favorevole al confronto e all'approccio di merito rispetto al problema: 'L'approvazione della mozione consigliare a Pavullo anche da parte del PD va in questa direzione'

'In regione ha specificato il consigliere Giulia Gibertoni, l’istanza non è stata calendarizzata in commissione, ma faremo di tutto affinché lo sia al più presto, vincendo le resistenze della maggioranza di governo che insieme all'Assessore Venturi afferma che l'ottenimento della deroga potrebbe portare al rischio di una sanzione da parte del Ministero rispetto agli accordi della conferenza stato regioni'.
Accordi che con il cambio del governo potrebbero, appunto, essere rivisti. Di fatto l'obiettivo è quello di mettere alle strette l'attuale maggioranza di governo della regione chiamandola nuovamente ad esprimersi su una possibilità che con il nuovo ministro pentastellato potrebbe nuovamente prospettarsi. Possibilità di rimettere in discussione la decisione di chiudere il punto nascite ritenuta perseguibile anche dalla parlamentare del Movimento Stefania Ascari:  'L'impegno del Movimento al governo ed in parlamento va in questa direzione. Quella della tutela dei punti nascita sottolineata anche dal premier Conte. Questa sera abbiamo dato la dimostrazione che quando l'interesse è comune è quello dei cittadini le barriere politiche si superano'.

'In campagna elettorale abbiamo detto che se eletti non avremmo abbandonato il territorio, questa sera siamo qui per ascoltare e per dimostrare che siamo vicini al territorio' - ha affermato l'Onorevole di Forza Italia Benedetta Fiorini. 'Battersi per l'apertura del punto nascita è importante come battersi per la viabilità, la sicurezza, e tutti i servizi basilari per la sopravvivenza di una comunità e per evitarne lo spopolamento' - ha affermato il Consigliere regionale Andrea Galli. 

Sul fronte Lega Nord Stefano Corti, che in montagna continua a viverci da pendolare, ha sottolineato il cambio di rotta del governo: 'Credo che riusciremo a fare tanto per la montagna. La Lega è vicino da sempre alla montagna e oggi al governo, oltre al Ministero Grillo, abbiamo la fortuna di avere con delega alla montagna e di punti nascita, il sottosegretario con Maurizio Fugatti, parlamentare trentino, che la montagna la conosce bene. Io su questo punto sarò sempre sul pezzo, e farò in modo che lo siano anche a Roma'

Anche da Pavullo arriva il sostegno all’istanza. 'Fino ad ora abbiamo fatto ciò che istituzionalmente possibile per difendere il punto nascite e continueremo a farlo'– ha ribadito il sindaco di Pavullo Luciano Biolchini.

Gianni Galeotti

Nella foto, scorcio della sala con, da sinistra al tavolo dei relatori, L'On. Stefania Ascari (M5S), il consigliere regionale Giulia Gibertoni (M5S), l'esponente della Lega Nord e candidato al senato Stefano Corti, la referente del Comitato 'Salviamo l'ospedale di Pavullo' Maria Cristina Bettini, il consigliere regionale di Forza Italia Andrea Galli, l'On. Benedetta Fiorini (FI), e il Sindaco di Fiumalbo, Mirto Campi



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