Con queste percentuali e assetti se il Pd riuscisse alle prossime elezioni regionali (anticipate a seguito della elezione del Presidente Stefano Bonaccini in Europa), a presentare una candidatura alla presidenza sostenuta dal cosiddetto campo largo, partirebbe da un vantaggio teorico di una quindicina di punti.
Spacchettando i dati di coalizione, alle elezioni europee il voto in Emilia-Romagna, fa emergere il PD con il 36,1%, otto punti in più rispetto alle politiche di due anni fa. Cresce anche Avs (6,5%), mentre cala, e scende al 7,2%, il M5s che presumibilmente paga proprio l'accordo con il Partito Democratico.
Guadagna tre punti, rispetto alle politiche, Fdi, che continua presumibilmente a drenare voti alla Lega,che non va oltre al 6,5% Forza Italia si assesta al 6,1%, mentre si ridimensionano di molto anche le aspettative su Stati Uniti d'Europa (Renzi) e Azione (Calenda) entrambi attorno al 3%. La loro alleanza alle politiche valeva l'8,5%, a cui si aggiungeva il 3,1 di +Europa.
I dati globali delle Europee in Emilia-Romagna forniscono già indicazioni significative rispetto alle elezioni regionali oltre che, nell'immediato rispetto alle elezioni comunali, delle quali lo spoglio inizierà alle ore 14.
Se si prendessero risultati delle europee, il divario fra centrosinistra e centrodestra è di 24 punti percentuali, dovuti soprattutto all'importante risultato del Pd premiato a Modena con il 44,2%.
Anche se l'Emilia-Romagna si conferma la Regione dove si è votato di più, il dato sull'affluenza, che si è fermato al 59% è insolito e preoccupante.



