'Il banderismo, idea nazionale che prende il nome dal fondatore dell'OUN Stepan Bandera - prosegue l'Associazione - ha collaborato attivamente con gli eserciti dell'Asse durante il secondo conflitto mondiale: aveva come modello politico di riferimento la Germania nazista e il regime ultranazionalista degli Ustasha croati di Ante Pavelic. Com'è possibile che il Sindaco e la Giunta del Comune di Modena (Medaglia d'oro alla Resistenza) abbiano ritirato la concessione dello spazio alla nostra Associazione, che celebra periodicamente i partigiani sovietici caduti nella lotta di liberazione, accettando invece i rappresentanti del fascismo ucraino? - continua l'Associazione -. In 70 anni di amministrazione comunista e post-comunista, non si era mai caduti ad un livello così basso, prestando palesemente il fianco agli storici avversari del movimento operaio, ai collaboratori dell'imperialismo anglo-statunitense, a quei movimenti stranieri che, dopo la sconfitta del Nazismo, hanno prestato i loro servigi alla CIA per destabilizzare i Paesi del Patto di Varsavia. Una vergogna che si aggiunge al silenzio delle associazioni partigiane e reducistiche, perfettamente consapevoli del grave errore commesso nei confronti dell'Associazione Culturale Russia Emilia-Romagna e del tradimento perpetrato contro la tradizione politica del socialismo emiliano. Consentire agli epigoni del “nazionalismo integrale” ucraino di manifestare liberamente, ricorrendo invece alla censura per la Mostra/Conferenza sulla ricostruzione di Mariupol - conclude l'Associazione Russia Emilia-Romagna, costituisce un vero e proprio attacco alla Costituzione nata dalla Resistenza'.
'In piazza a Modena anche le bandiere a sostegno del battaglione Azov, cosa ne pensa il sindaco?'
La segnalazione e la condanna dell'Associazione Russia Emilia-Romagna sulla manifestazione pro Ucraina in piazza Matteotti: 'Vergognoso che la stessa amministrazione che ci ha negato la sala per la conferenza sulla ricostruzione di Mariupol consenta al nazionalismo integralista di manifestare liberamente'
'Il banderismo, idea nazionale che prende il nome dal fondatore dell'OUN Stepan Bandera - prosegue l'Associazione - ha collaborato attivamente con gli eserciti dell'Asse durante il secondo conflitto mondiale: aveva come modello politico di riferimento la Germania nazista e il regime ultranazionalista degli Ustasha croati di Ante Pavelic. Com'è possibile che il Sindaco e la Giunta del Comune di Modena (Medaglia d'oro alla Resistenza) abbiano ritirato la concessione dello spazio alla nostra Associazione, che celebra periodicamente i partigiani sovietici caduti nella lotta di liberazione, accettando invece i rappresentanti del fascismo ucraino? - continua l'Associazione -. In 70 anni di amministrazione comunista e post-comunista, non si era mai caduti ad un livello così basso, prestando palesemente il fianco agli storici avversari del movimento operaio, ai collaboratori dell'imperialismo anglo-statunitense, a quei movimenti stranieri che, dopo la sconfitta del Nazismo, hanno prestato i loro servigi alla CIA per destabilizzare i Paesi del Patto di Varsavia. Una vergogna che si aggiunge al silenzio delle associazioni partigiane e reducistiche, perfettamente consapevoli del grave errore commesso nei confronti dell'Associazione Culturale Russia Emilia-Romagna e del tradimento perpetrato contro la tradizione politica del socialismo emiliano. Consentire agli epigoni del “nazionalismo integrale” ucraino di manifestare liberamente, ricorrendo invece alla censura per la Mostra/Conferenza sulla ricostruzione di Mariupol - conclude l'Associazione Russia Emilia-Romagna, costituisce un vero e proprio attacco alla Costituzione nata dalla Resistenza'.
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