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'In piazza a Modena anche le bandiere a sostegno del battaglione Azov, cosa ne pensa il sindaco?'

'In piazza a Modena anche le bandiere a sostegno del battaglione Azov, cosa ne pensa il sindaco?'

La segnalazione e la condanna dell'Associazione Russia Emilia-Romagna sulla manifestazione pro Ucraina in piazza Matteotti: 'Vergognoso che la stessa amministrazione che ci ha negato la sala per la conferenza sulla ricostruzione di Mariupol consenta al nazionalismo integralista di manifestare liberamente'


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'La manifestazione indetta da alcuni partiti politici (Radicali, PSI, PRI, Azione, +Europa, ItaliaViva) contro la fantomatica 'propaganda russa', che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle comunità ucraine e di altre associazioni atlantiste, ha nuovamente mostrato all'opinione pubblica il volto reale del “patriottismo” ucraino. Tra le bandiere nazionali, della NATO e dell'Unione Europea, erano presenti gli emblemi del banderismo (bandiera rossa e nera) e quelle della rete internazionale di supporto al Battaglione Azov (Support Azov), quest'ultima formazione militare dichiaratamente neo-nazista e responsabile di crimini di guerra contro la popolazione russo-ucraina del Donbass'. A segnalare e a condannarne la presenza, l'Associazione Russia Emilia-Romagna alla quale il Comune di Modena, dopo avergliela concessa, ha revocato la possibilità di tenere una conferenza sulla situazione attuale a Mariupol.  

'Il banderismo, idea nazionale che prende il nome dal fondatore dell'OUN Stepan Bandera - prosegue l'Associazione -  ha collaborato attivamente con gli eserciti dell'Asse durante il secondo conflitto mondiale: aveva come modello politico di riferimento la Germania nazista e il regime ultranazionalista degli Ustasha croati di Ante Pavelic.  Com'è possibile che il Sindaco e la Giunta del Comune di Modena (Medaglia d'oro alla Resistenza) abbiano ritirato la concessione dello spazio alla nostra Associazione, che celebra periodicamente i partigiani sovietici caduti nella lotta di liberazione, accettando invece i rappresentanti del fascismo ucraino?
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- continua l'Associazione -. In 70 anni di amministrazione comunista e post-comunista, non si era mai caduti ad un livello così basso, prestando palesemente il fianco agli storici avversari del movimento operaio, ai collaboratori dell'imperialismo anglo-statunitense, a quei movimenti stranieri che, dopo la sconfitta del Nazismo, hanno prestato i loro servigi alla CIA per destabilizzare i Paesi del Patto di Varsavia.  Una vergogna che si aggiunge al silenzio delle associazioni partigiane e reducistiche, perfettamente consapevoli del grave errore commesso nei confronti dell'Associazione Culturale Russia Emilia-Romagna e del tradimento perpetrato contro la tradizione politica del socialismo emiliano. Consentire agli epigoni del “nazionalismo integrale” ucraino di manifestare liberamente, ricorrendo invece alla censura per la Mostra/Conferenza sulla ricostruzione di Mariupol - conclude l'Associazione Russia Emilia-Romagna, costituisce un vero e proprio attacco alla Costituzione nata dalla Resistenza'.
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