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'Inceneritore e porta a porta: i dati confermano che qualcosa non va'

'Inceneritore e porta a porta: i dati confermano che qualcosa non va'

Il Consigliere comunale del M5S Giovanni Silingardi sui dati diffusi da La Pressa: 'Modena dovrebbe seguire il modello Treviso o Forlì, ma il PD già nel 2020 bocciò la nostra proposta'


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'I dati riportati nell’articolo sulla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti pro-capite ma soprattutto sulla quantità di rifiuti differenziati che finiscono ugualmente in inceneritore sono preoccupanti. Perché denotano un sistema che non va sia nell’organizzazione e sia nel modello'.
Parole del Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Giovanni Silingardi a commento dei dati diffusi da La Pressa sulla quantità e sulla tipologia di rifiuti avviati all'inceneritore nei primi 3 mesi dell'anno e quindi in piena applicazione del nuovo modello di raccolta porta a porta in città. Al Consigliere che alcuni giorni in una conferenza stampa organizzata dal gruppo comunale aveva avanzato alcune proposte per migliorare le tante criticità incontrate nell'introduzione del sistema a Modena, rivolgiamo alcune domande di merito.

Comune ed Hera affermano che mano a mano che il sistema sta entrando a regime fa registrare dati sempre migliori rispetto alla percentuale di rifiuti differenziati raccolti. E’ sufficiente?
'Assolutamente no. Solo quel dato non ha molto senso. Quello è un dato importante ma in un sistema che funziona lo sono altrettanto quelli dei rifiuti in inceneritore, produzione di rifiuti indifferenziati pro-capite, che viene preso a riferimento anche nelle classifiche dei comuni virtuosi, e la quantità di rifiuti differenziati che finiscono comunque in inceneritore.
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In commissione ci hanno assicurato che il dato sulla produzione è in calo. Preoccupa, come detto, il dato sulla differenziata avviata all’incenerimento'.

Che cosa c’è che non va? Cosa si può migliorare?
'A Modena più che correttivi, che comunque anche come Movimento 5 stelle abbiamo proposto il problema è il modello di gestione che per noi dovrebbe essere per esempio quello di Treviso o di Forlì. Con società cosiddette in house, ovvero gestite direttamente dai comuni, con una distinzione tra la gestione della raccolta e dello smaltimento. A Modena è tutto in mano a Hera e questo crea dei limiti'.

E’ possibile adottare anche a Modena un modello simile? 
'Lo proponemmo già anni fa. Andrebbe fatto uno studio di fattibilità. Su questo puntava uno dei tre Ordini del Giorno che già nel 2020 presentammo come Movimento in Consiglio Comunale, per chiedere l’introduzione del porta a porta e un modello di gestione diverso con una gestione pubblica della raccolta. Due vennero approvati e uno, quello in cui chiedevamo uno studio di fattibilità per andare in quella direzione, fu bocciato. E’ chiaro che quella è una direzione in cui il PD non vuole andare'.

Il fatto che a Modena la tariffa puntuale è prevista forse non prima del 2025 può essere la causa dei problemi che si riscontrano?
'Si.
Abbiamo chiesto e auspichiamo che i tempi siano anticipati, quantomeno per alcune simulazioni. Ci hanno detto di dovere testare il sistema a regime, avere il quadro di come funziona. Abbiamo avuto rassicurazione che una volta che ci saranno i primi dati ne saremo informati'.

Gi.Ga.
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