Anche se su questo fronte Landini non risparmia critiche ai governi precedenti. 'Nei governi degli anni scorsi sono stati tagliati 37 miliardi, ora chiediamo al governo di non tagliare ancora. Anche perhè le risorse servono per pagare di più o meglio i lavoratori della sanità. E' inutile che costruiamo strutture sanitarie con soldi pubblici, senza investire sui lavoratori, perché il rischio è di lasciare poi quelle strutture pagate con i soldi pubblici in gestione ai privati. E di fatto è ciò che sta accadendo. Basta pensare che oggi il lavoro a gettone e con appalto esterno è arrivato anche nei Pronto Soccorso e negli ospedali dove si fa strada la gestione privatistica. Questo è inaccettabile perché mette in crisi anche il concetto di democrazia e di sanità pubblica che dovrebbe garantire uguale accesso alle cure a tutti'. Poi la precarietà.
'La precarietà - afferma il segretario rivolgendosi alla platea sotto il tendone allestito alla polisportiva San Damaso, non è colpa della Meloni. Negli ultimi 25 anni i governi che si sono succeduti non hanno risolto il problema. Quando ho iniziato a lavorare io, le fabbriche non potevano nemmeno usufruire di personale non dipendente e la legge puniva chi lo faceva. Oggi siamo arrivati al punto da pensare che un modo per difendere i lavoratori sia non applicare la legge, aumentando la precarietà e il lavoro sottopagato'. Ogni attacco al governo viene da Landini 'smussato' da una autocritica rispetto al sindacato o da almeno un accenno di critica anche rispetto ai governi precedenti. 'In questo periodo ho ripreso a partecipare alle assemblee con i lavoratori, essenza del nostro essere sindacato, e quando un giovane lavoratore interviene per dirmi che la Meloni gli ha riconosciuto 100 euro in più, che il sindacato non gli ha dato nulla e che non capisce le ragioni per cui dovrebbe farsi centinaia di chilometri per venire in piazza a Roma, è chiaro che c'è un problema a cui noi dobbiamo dare una risposta, con la nostra presenza e il nostro entrare in contatto con i lavoratori sul luogo di lavoro.
Una precarietà, quella narrata da Landini, che si esplica anche nella frammentazione degli appalti pubblici, tra appalti e subappalti. E qui rivendica l'accordo con il governo Draghi sulle regole più stringenti nel codice degli appalti, sui subappalti: 'Avevamo ottenuto che anche i lavoratori di ditte in subappalto in cantieri per lavori pubblici, avessero gli stessi diritti e le stesse garanzie di quelli assunti dalla titolare dell'appalto. Il governo ha tolto questi limiti'. Da qui un attacco forte 'ci cui consapevolmente mi assumo la responsabilità - afferma - nei confronti del governo, responsabile dellìavere modificato la normativa dei subappalti'
'È il momento di cambiare le politiche economiche. Il governo dovrebbe combattere l'evasione fiscale, cosa che non sta facendo, il governo deve investire sulla sanità pubblica e invece sta tagliando. Il governo deve combattere la precarietà, invece sta allargando i voucher e i contratti a termine. Il governo deve aumentare i salari rinnovando i contratti - ha detto ancora Landini -. Noi chiediamo che si faccia una legge sulla rappresentanza che introduca anche in Italia un salario orario minimo sotto al quale non si deve essere pagati. Queste cose il governo non le sta facendo' - chiude lanciando la manifestazione del 7 ottobre a Roma.



