Landini a Modena: ‘Non escludo lo sciopero generale’
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Landini a Modena: ‘Non escludo lo sciopero generale’

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Il segretario generale CGIL davanti a 400 delegati riuniti a Modena in vista della manifestazione nazionale del 7 ottobre a Roma. 'Chiediamo legge sulla rappresentanza e salario minimo'. In piazza per la sanità pubblica e contro la precarietà: 'Non dobbiamo solo dare la colpa alla Meloni. Nessun governo, negli ultimi 25 anni, ha contrastato davvero il precariato e oggi la situazione è insostenibile? In sanità gli ultimi governi hanno tagliato 37 miliardi. Inaccettabili altri tagli. Non abbiamo bisogno di vedere la legge di bilancio per avere le motivazioni per andare in piazza'


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La Cgil non esclude lo sciopero generale qualora le proposte avanzate per la manovra finanziaria non dovessero essere prese in considerazione dal governo. A ribadirlo questa mattina a Modena è stato il segretario generale Maurizio Landini all'assemblea dei delegati tenutasi alla polisportiva San Damaso di Modena. Un platea ci circa 400 persone quella che ha seguito l'intervento del segretario generale, dal palco dove in mattinata si erano alternati i rappresentanti provinciali del sindacato, a partire dal segretario provinciale Daniele Dieci. In prima fila ci sono la Parlamentare Maria Cecilia Guerra e i consiglieri regionali del PD Francesca Maletti e Palma Costi.

'Questa legge di bilancio deve guardare al futuro e cambiare le politiche economiche sbagliate che ci sono - avverte Landini - e stiamo dicendo che se il governo non ci ascolta, oggi non ci sta ascoltando e non si confronta con noi, dopo il 7 di ottobre, se necessario, se le proposte che il governo farà non terranno conto di queste nostre rivendicazioni, compresa la riforma delle pensioni, compresa la rivalutazione delle pensioni, è chiaro che non escludiamo nulla, nemmeno di arrivare allo sciopero generale. Per questo in questi giorni stiamo discutendo nei luoghi di lavoro, stiamo discutendo con i lavoratori e con i pensionati, chiediamo loro se sono d'accordo con le nostre proposte e anche di sostenerle ed essere pronti a mobilitarci. Su sanità, precarietà, e salario non abbiamo bisogno di vedere la legge di bilancio per andare in piazza, perché ciò per noi conta evitare c'è già nell'azione del governo.

A partire dal taglio della spesa sanitaria'.



Anche se su questo fronte Landini non risparmia critiche ai governi precedenti. 'Nei governi degli anni scorsi sono stati tagliati 37 miliardi, ora chiediamo al governo di non tagliare ancora. Anche perhè le risorse servono per pagare di più o meglio i lavoratori della sanità. E' inutile che costruiamo strutture sanitarie con soldi pubblici, senza investire sui lavoratori, perché il rischio è di lasciare poi quelle strutture pagate con i soldi pubblici in gestione ai privati. E di fatto è ciò che sta accadendo. Basta pensare che oggi il lavoro a gettone e con appalto esterno è arrivato anche nei Pronto Soccorso e negli ospedali dove si fa strada la gestione privatistica. Questo è inaccettabile perché mette in crisi anche il concetto di democrazia e di sanità pubblica che dovrebbe garantire uguale accesso alle cure a tutti'. Poi la precarietà. Anche qui non manca la critica bipartisan, riguardante anche i governo di sinistra oltre che lo stesso sindacato.

'La precarietà - afferma il segretario rivolgendosi alla platea sotto il tendone allestito alla polisportiva San Damaso, non è colpa della Meloni. Negli ultimi 25 anni i governi che si sono succeduti non hanno risolto il problema. Quando ho iniziato a lavorare io, le fabbriche non potevano nemmeno usufruire di personale non dipendente e la legge puniva chi lo faceva. Oggi siamo arrivati al punto da pensare che un modo per difendere i lavoratori sia non applicare la legge, aumentando la precarietà e il lavoro sottopagato'. Ogni attacco al governo viene da Landini 'smussato' da una autocritica rispetto al sindacato o da almeno un accenno di critica anche rispetto ai governi precedenti. 'In questo periodo ho ripreso a partecipare alle assemblee con i lavoratori, essenza del nostro essere sindacato, e quando un giovane lavoratore interviene per dirmi che la Meloni gli ha riconosciuto 100 euro in più, che il sindacato non gli ha dato nulla e che non capisce le ragioni per cui dovrebbe farsi centinaia di chilometri per venire in piazza a Roma, è chiaro che c'è un problema a cui noi dobbiamo dare una risposta, con la nostra presenza e il nostro entrare in contatto con i lavoratori sul luogo di lavoro. Con loro dobbiamo confrontarci e spiegare la nostra idea perché se non lo facciamo passa quella convinzione lì'

Una precarietà, quella narrata da Landini, che si esplica anche nella frammentazione degli appalti pubblici, tra appalti e subappalti. E qui rivendica l'accordo con il governo Draghi sulle regole più stringenti nel codice degli appalti, sui subappalti: 'Avevamo ottenuto che anche i lavoratori di ditte in subappalto in cantieri per lavori pubblici, avessero gli stessi diritti e le stesse garanzie di quelli assunti dalla titolare dell'appalto. Il governo ha tolto questi limiti'. Da qui un attacco forte 'ci cui consapevolmente mi assumo la responsabilità - afferma - nei confronti del governo, responsabile dellìavere modificato la normativa dei subappalti'





'È il momento di cambiare le politiche economiche. Il governo dovrebbe combattere l'evasione fiscale, cosa che non sta facendo, il governo deve investire sulla sanità pubblica e invece sta tagliando. Il governo deve combattere la precarietà, invece sta allargando i voucher e i contratti a termine. Il governo deve aumentare i salari rinnovando i contratti - ha detto ancora Landini -. Noi chiediamo che si faccia una legge sulla rappresentanza che introduca anche in Italia un salario orario minimo sotto al quale non si deve essere pagati. Queste cose il governo non le sta facendo' - chiude lanciando la manifestazione del 7 ottobre a Roma.

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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