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Lepore contro Bignami: 'Ho scritto a Meloni'. Lisei: 'Patetico'

Lepore contro Bignami: 'Ho scritto a Meloni'. Lisei: 'Patetico'

'Ho scritto su whatsapp anche a Giorgia Meloni e non dirò cosa mi ha riposto perché c'è la privacy...'


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'Io non accetto che un viceministro sia pagato coi soldi dei contribuenti per fare il podestà di questa città e per fare propaganda: da quando Galeazzo Bignami è stato nominato fa solo campagna elettorale per le regionali'. Lo ha detto il sindaco di Bologna Matteo Lepore, ieri seranell'intervista alla Festa dell'Unità. 'Ho scritto su whatsapp anche a Giorgia Meloni - ha detto Lepore - e non dirò cosa mi ha riposto perché c'è la privacy... Però è un comportamento inaccettabile: è contrario al tram, ma lo finanzia attraverso il suo ministero. Quindi la smetta di fare i banchetti'.

'È decisamente patetico che il sindaco di una grande città scriva al Primo Ministro non per problemi che interessano i cittadini, ma per lamentarsi di esponente del Governo che fa il suo lavoro'. Lo dice il senatore di Fdi Marco Lisei, commentando il fatto raccontato ieri sera alla Festa dell'Unità di Bologna: uno scambio di messaggi con Giorgia Meloni per parlare del viceministro Galeazzo Bignami. 'Pensare che stare tra la gente - dice Lisei - a fare banchetti non faccia parte del dovere di un politico, la dice lunga sulla distanza che separa l'attuale sinistra da Fratelli d'Italia.
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Loro sono il partito dei salotti, escono solo per feste di partito ed eventi preconfezionati con la claque e questa è anche una delle ragioni per le quali Lepore non si rende neppure conto che in città stanno addirittura rimpiangendo Merola. Aveva promesso di essere il Sindaco della strada è diventato il sindaco del Salotto'.

'Dicevano che sapevamo fare solo opposizione e governiamo il paese con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, la crescita del Pil, 800.000 posti di lavoro in più, taglio del cuneo fiscale, tante cose utili agli italiani, mentre loro pensano ai 30 all'ora, allo ius soli e gender. Noi stiamo servendo dei risultati, loro solo rimasti alla pastasciutta antifascista', conclude.
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