Per dimostrarlo, anche nel merito di alcuni provvedimenti, Letta sceglie un terreno scivoloso, la Flat Tax. Sul quale, non a caso, scivola. Cita l'esempio, come fosse suo, del conto al ristorante, dove persone diverse scelgono pietanze più costose le une e meno costose le altre per poi trovarsi a dividere il conto in parti uguali provocando una disuguaglianza sociale, e privilegiando chi ha scelto piatti più costosi (i ricchi), facendoli di fatto pagare a chi non se li può permettere. In tanti si accorgono che è la stessa storia diventata virale sui social ma che in modo altrettanto virale è stata bollata come sbagliata, nel metodo e nel merito. L'applauso, per questo, scatta tra pochi. Smorato. Anche nella prima fila, dove spiccano alcuni candidati in lista PD, da Barbara Lori a Enza Rando, che il segretario provinciale PD Solomita continua ad annunciare e promuovere come Vicepresidente nazionale di Libera.
Di fronte all'anedettoto del ristorante con flat tax c'è imbarazzo, ma si va oltre, e tra le proposte su cui Letta si sofferma per identificare una delle battaglie del PD, c'è quella della scuola di infanzia obbligatoria. 'E' verificato che chi inizia la scuola a sei anni, senza una forma di apprendimento collettivo, ha un destino spesso segnato, in negativo, ma c'è chi si oppone a renderlo obbligatorio. Per noi rimane una battaglia giusta'.
E si continua con gli attacchi al centro destra e la spettro di una sconfitta del PD: 'Se vincono loro stravolgeranno la nostra Costituzione, introducendo il Presidenzialismo'.
Nel frattempo, sul maxi schermo che fa da sfondo al segretario, scorrono gli slogan della campagna, giocata appunto sul rosso del PD e della lista progressista contrapposta a quanto rappresentato su sfondo nero, baratro in cui l'Italia e gli italiani sprofonderebbero nel caso, ad oggi dato nei numeri e nei sondaggi, il centro destra vincesse: un mondo con sfruttamento sul lavoro e dicriminazioni razziali e sociali ed economiche, oltre che disuguaglianze diffuse.
A smorzare un pochino i riferimenti ad una divisione tra fascismo e antifascismo, e lo spettro del fascismo, ci aveva pensato poco prima il Presidente della Regione Stefano Bonaccini: 'Se continuiamo a dire che se vincono loro c'è un pericolo fascista, poi cosa facciamo se vincono davvero? Per coerenza dovremmo organizzarci per fare la resistenza in montagna?'
Gi.Ga.
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Letta e la flat tax: 'E come un conto al ristorante uguale per tutti'



