La proposta di legge ha come obiettivo quello di sostenere la genitorialità e prevenire gli allontanamenti dei minori dalle proprie famiglie. Disciplinata da 18 articoli fissa delle linee di indirizzo focalizzate sul sostegno della genitorialità, con l’obiettivo di proporre interventi profondamente innovativi, accogliendo la sfida del sostegno alla famiglia d’origine e della promozione di una “genitorialità positiva”, in grado di dare risposta ai bisogni di sviluppo del bambino anche in situazioni problematiche e di vulnerabilità psico-socio-economica, anche in coerenza con quanto previsto dalle “Linee guida per la valutazione multidimensionale”, approvate dalla Conferenza permanente Stato Regioni e Province Autonome.
“La Regione Emilia-Romagna, con la legge 2/2003 - ricorda Facci - sostiene il ruolo essenziale della famiglia nella formazione e cura delle persone e nella promozione della coesione sociale e, nel corso degli anni, ha dedicato particolare attenzione e specifici provvedimenti volti ad assicurare il diritto di tutti i minori a crescere nell’ambito della propria famiglia e, qualora ciò non sia possibile, ad essere accolti in affidamento etero-famigliare, ovvero presso una comunità”.
“L’obiettivo del progetto di legge - ha poi aggiunto il consigliere - è di proporre interventi innovativi, accogliendo la sfida del sostegno alla famiglia d’origine affinché questa, anche con il supporto della rete parentale e degli enti o associazioni senza fini di lucro che operano nel campo della tutela dei minori e delle famiglie, possa assicurare un ambiente idoneo a consentire la crescita armonica del minore nella propria famiglia, e perchè l'allontanamento sia sempre più una misura residuale e veramente temporanea.
“In altre parole, con questo proposta di legge – ha spiegato il capogruppo e commissario Lega Emilia, Matteo Rancan - intendiamo dare risposte a un problema reale, che è quello degli affidi, ovvero consentire ai minori di avere una crescita armonica all'interno della propria famiglia, scongiurando così il ripetersi di un altro “affaire Bibbiano”, ovvero lo scandalo del quale ha parlato tutto il mondo e che ha coinvolto il sistema dei servizi sociali, che ruotava intorno




