'Si firmi la prossima settimana l’Accordo di coesione con la Campania - ha tuonato il presidente De Luca dal palco -. Siamo qui per bloccare il racconto infame per il quale al Nord c’è la virtù e al Sud i cialtroni. Siamo qui a difesa della dignità del Sud e dell’unità d’Italia. Vorrei che il presidente Meloni chiedesse scusa al Sud. Il fondo sviluppo e coesione è destinato al Sud, prevede che l’80 per cento delle risorse vadano al Sud e il 20 per cento al Nord. Un governo che avesse avuto un briciolo di dignità avrebbe concordato l’accordo di coesione in primo luogo con tutte le regioni del Sud, non con quelle del Nord. Ha dimostrato di non avere dignità politica, e disprezzo nei confronti del sud. Pensano di gestire i fondi come se fossero un bottino privato.
Al termine degli interventi sul palco, tra cui quello del sindaco di Caserta e presidente di Anci Campania, Carlo Marino, il corteo si è spostato verso palazzo Chigi, dove si sono registrati alcuni momenti di tensione, creati da una ressa con le forze dell’ordine. In particolare, quando i dimostranti hanno tentato di seguire il presidente De Luca nella sede del governo, le forze dell’ordine sono state costrette ad intervenire per smistare la calca creata attorno al governatore e, quindi, per tenere a distanza il resto del corteo. Sono seguiti spintoni da parte dei manifestanti, che hanno urlato contro le forze dell’ordine, polizia e carabinieri. 'I veri patrioti siamo noi' si leggeva su un cartello sventolato da un manifestante. 'Tutti i presidenti di Regione hanno collaborato, salvo uno che non è molto collaborativo. Rispetto, per carità, ma neanche mi stupisce troppo perché se si va a guardare il ciclo di programmazione 2014-2020 risulta speso il 24 per cento delle risorse: forse se invece di fare le manifestazioni ci si mettesse a lavorare si potrebbe ottenere qualche risultato in più', ha affermato la presidente Meloni, in occasione della cerimonia per la firma dell’Accordo di sviluppo e coesione fra governo e Regione Calabria.



