Articoli Politica

Marcucci certifica resa centristi: 'Nel Pd di Schlein non c'è spazio'

Marcucci certifica resa centristi: 'Nel Pd di Schlein non c'è spazio'

Elly Schlein non tratta con Bonaccini e prosegue dritta sui nomi previsti. Nel Pd i bonacciniani tentano di fare buon viso a cattivo gioco


1 minuto di lettura

Chiara Braga è la nuova capogruppo del Pd alla Camera al posto di Debora Serracchiani e Francesco Boccia è il capogruppo Pd al Senato al posto di Simona Malpezzi.
Elly Schlein non tratta con Bonaccini e prosegue dritta sui nomi previsti. Nel Pd i bonacciniani tentano di fare buon viso a cattivo gioco.

L'appunto di Malpezzi arriva a inizio lavori quando la capogruppo apre l'assemblea rassegnando le dimissioni. ''Dico con franchezza e nella trasparenza che comprendo la necessità della segretaria di fare delle scelte, ma avrei preferito che la discussione avvenisse prima tra di noi che sui giornali - dice Malpezzi -. La segretaria Schlein ci ha chiesto la fiducia necessaria per lavorare tutti insieme: condivido e aggiungo che questa fiducia deve essere reciproca''. Sulla stessa linea la senatrice Zampa: 'Avrei preferito una rosa di nomi' per la scelta del nuovo capogruppo'. Zampa chiede inoltre che si superi ''la rappresentazione che chi ha votato Schlein è di sinistra e chi ha votato Bonaccini è ex renziano''.  
Ma a certificare la resa dei centristi ci pensa sui social l'ex capogruppo Pd Andrea Marcucci. 'La segretaria del Pd Elly Schlein, attraverso la scelta dei capigruppo, ha mandato un messaggio inequivocabile - scrive sui social -. Per i riformisti e ancor più per i liberaldemocratici nel PD non c’è spazio, sono ai margini e forse danno anche fastidio. Peccato'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati