Appuntamento, sabato 4 maggio nei locali dello spazio sociale Lòdola all’interno del Parco 22 Aprile.
Cinque tavoli di lavoro e due ore per sviluppare quattro argomenti centrali in relazione al tema generale della sicurezza urbana e cioè il ruolo delle attività commerciali, il rapporto dei giovani con la città, l’organizzazione urbana per la prevenzione dei reati di genere e la funzione dei luoghi aperti per favorire aggregazione e prevenzione.
Numerose le idee, le indicazioni e le proposte scaturite dal confronto: dalla concretezza immediata della sorveglianza garantita dal personale delle forze dell’ordine, magari organizzate in gruppi mobili da utilizzare nei luoghi e nei momenti di effettiva necessità, alla più complessa azione che gli specialisti definiscono “proattiva” e che i cittadini presenti hanno individuato come preventiva. Di fatto tutto quello che può servire a ridurre il rischio che possano verificarsi comportamenti devianti: l’educazione, la scuola, gli operatori di strada, ma anche la formazione, dal personale delle forze di polizia fino alle famiglie e agli insegnanti.
Proprio questo elemento delle politiche proattive, è stato sottolineato da Massimo Mezzetti nel suo breve discorso a chiusura del laboratorio: 'È chiaro che servono interventi di contenimento delle attività criminose, un compito che spetta prevalentemente allo Stato, dalla magistratura alle forze di polizia, ma i cittadini (che ringrazio per il contributo offerto) ci dicono anche che sono indispensabili le azioni di prevenzione e questo è un terreno che spetta anche al Comune e sul quale abbiamo intenzione di mettere idee e risorse. Il laboratorio coi modenesi - ha concluso Mezzetti - sarà uno degli strumenti coi quali sviluppare la co-progettazione della città'.



