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Mirandola, Lugli si dimette: 'In Fdi sostituiscono militanti con soldatini di piombo'

Mirandola, Lugli si dimette: 'In Fdi sostituiscono militanti con soldatini di piombo'

Il Pd: 'Un altro pezzo da 90 del Consiglio Comunale di Mirandola esce dal fronte della maggioranza'


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'Rassegno con effetto immediato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale di Fdi'. Con questa lettera, già protocollata, inviata al presidente del Consiglio comunale di Mirandola e al sindaco Alberto Greco, il consigliere comunale Marian Lugli lascia l'incarico a meno di due mesi dal voto.
'La mia riflessione nasce da una ponderata riflessione - afferma Lugli nella lettera -. La mia ferma convinzione che solo un lavoro di squadra, vero e sentito, può portare a grandi obiettivi, mi ha portato a tale decisione: non sono più convinto di far parte di un gruppo che condivide le mie stesse idee'.

Alla base della motivazione vi è la decisione di Fdi di non ricandidarlo alle elezioni di giugno dopo lo strappo sul nome di Letizia Budri, come egli stesso afferma. 'Hanno fatto la lista senza chiamarmi, alla fine non mi hanno espulso ma il senatore Barcaiuolo e il presidente provinciale di Fdi Pulitanò da due mesi non mi rispondevano al telefono - commenta amareggiato Lugli -. Di fatto Fdi sostituisce i militanti con dei soldatini di piombo'.

'Tanto tuonò che piovve sul bagnato.
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Un altro pezzo da 90 del Consiglio Comunale di Mirandola esce dal fronte della maggioranza: questa è la volta del consigliere Marian Lugli che vi entra nel 2019 con Forza Italia per poi passare a Fratelli d’Italia, dando un contributo determinante per la vittoria alle amministrative a Mirandola, ma al quale non era mai stato in effetti riconosciuto un ruolo di governo - afferma il capogruppo Pd Roberto Ganzerli -. Le dimissioni non sono certo un fulmine a ciel sereno in quanto occorre riconoscere a Lugli di aver partecipato per tutta la legislatura alle discussioni degli oggetti in consiglio con piglio critico per la sua idea di Mirandola e non certo seguendo ordini di scuderia leghista. Ed è probabilmente questo che lo ha portato a farsi da parte. “Prima Golinelli” è stato il vero mantra di questa maggioranza, i mirandolesi che ne facevano parte e che non hanno seguito questa disciplina sono stati accompagnati o costretti ad uscire dalla porta'.
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