'Come volontari dell’associazione abbiamo partecipato all’inaugurazione di un parco giochi per bambini nella città di Alchevsk, regione di Lugansk, costruito interamente con i fondi raccolti nelle tante iniziative organizzate nel territorio italiano a cui Vento dell’Est ha partecipato, le donazioni raccolte hanno permesso di arrivare all’obiettivo prefissato, quello di creare un punto di incontro per i bambini che sono purtroppo le prime vittime delle guerre, vedere i sorrisi sui loro volti mentre giocavano durante l’inaugurazione è stata la migliore soddisfazione per noi volontari che in quel momento rappresentavamo tutti coloro che a vario titolo hanno supportato l’iniziativa - scrive il Coordinamento modenese contro la guerra -. Durante il periodo trascorso nella regione di Lugansk, abbiamo anche portato materiale didattico e giochi per i bambini del comune di Rubezhnoe, un centro abitato dove i segni e le devastazioni provocati dai combattimenti sono molto visibili e i volti degli abitanti esprimono l’angoscia per la situazione ma anche la speranza in un futuro migliore che la riapertura delle scuole di questi giorni simboleggia perfettamente'.
'Nello stesso comune vi è stata anche una consegna di pane fresco nel Centro Profughi che ospita coloro che hanno avuto la propria abitazione distrutta, un modo per far sentire la vicinanza degli italiani a queste persone che hanno perso tutto. Le iniziative sono state seguite dai media locali e sono state anche diffuse nei canali nazionali russi come Russia Today che ha intervistato il Presidente di Vento dell’Est Lorenzo Berti, le autorità locali ci hanno accolto e con loro abbiamo avuto un proficuo scambio di opinioni anche sulle priorità da dare ai futuri interventi umanitari. Vento dell’Est nasce come associazione circa un anno fa per confermare e rinnovare gli storici legami di amicizia tra Italia e Russia e la vicinanza culturale tra i due popoli, con questi interventi intendiamo anche dimostrare concretamente al popolo russo che tanti italiani hanno una visione diversa dal governo che continua ad inviare armi all’Ucraina, alimentando una spirale di guerra che può e deve essere spezzata solo con un serio negoziato che parta dalle esigenze e dalla volontà del popolo del Donbass.



