
Le cerimonie si sono aperte con la messa in Duomo, officiata da monsignor Giuliano Gazzetti, e sono proseguite con il corteo guidato dalle autorità civili e militari accompagnato della banda cittadina “Ferri”. Al Sacrario della Ghirlandina i rappresentanti delle istituzioni hanno reso omaggio ai caduti con la deposizione di una corona di fiori, prima della manifestazione conclusiva in piazza Grande, con l'intervento principale affidato alla Vicepresidente Anpi Nazionale e Presidente dell'Istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani.
Un invito il suo, a rinnovare e a rilanciare lo spirito del 25 aprile e dell'antifascismo trasmettendolo ai giovani. 'Dobbiamo educare i giovani alla libertà. La Repubblica la Costituzione la pace possono essere portate via semplicemente perché noi non siamo in grado di averne cura, di proteggerli. Oggi come ieri si tratta di scelte morali prima ancora che politiche, scelte che uniscono un popolo. Non possiamo sottrarci da questo compito, ovvero riconoscere e dichiarare di difendere questa scelta. L'antifascismo è semplicemente decisivo oggi perché lo è stato ieri. Chi può sentirsi a disagio nel riconoscersi antifascista?'. E qui un riferimento alle autorità nazionali che arriva fino al presidente della Repubblica.
'C'è un problema se in questa giornata alcune delle più alte cariche dello stato si limitano oggi ad andare oggi all'altare della patria senza unirsi al popolo in festa' - afferma Albertina Soliani strappando l'applauso della autorità locali presenti sul palco. Mentre a Roma all'altare della patria si sta svolgendo l'omaggio del Presidente della Repubblica e del Ministro della Difesa Guido Crosetto. 'C'è un problema per la democrazia italiana, un problema per la coscienza democratica del paese. Il tempo della resistenza non è alle nostre spalle'
Il programma delle celebrazioni, promosso dal Comitato per la storia e le memorie del Novecento dell’amministrazione comunale, prosegue domenica 28 aprile con il trekking urbano “1944, l’anno più lungo.
Per ricordare il centenario dell’assassinio da parte dei fascisti del deputato Giacomo Matteotti, inoltre, in piazza Mazzini è stata collocata nei giorni scorsi l’installazione “Una dittatura non cade dal cielo”, un grande cubo nero che ricorda l’omicidio e l’avvento, con le elezioni politiche del 1924, del fascismo con scritte come “Una dittatura non cade dal cielo”, “Una dittatura non chiede permesso”, “Una dittatura non è un oggetto misterioso” e “Una dittatura non è uno spazio libero”.



