'Muzzarelli, infatti, dovrebbe conoscere il dettato dell’Articolo 21 della Costituzione, dove viene sancito che 'tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione'. Impedire a un gruppo di cittadini l’uso di una sala civica, richiesto ai tecnici dell’Amministrazione comunale e ottenuto, accampando motivazioni pretestuose, nello specifico presunte esternazioni imbevute di fascismo e di razzismo fatte in passato da alcuni degli organizzatori del convegno – accusa, questa, tutta da dimostrare – si qualifica come un atto di censura e come un vero e proprio abuso che limita la libertà di espressione di chi paga regolarmente le tasse e non ha pendenti con la giustizia'.
'Ricordiamo, inoltre, che una sala civica non rientra nel patrimonio privato di un partito, ma è un bene immobile appartenente al demanio pubblico statale, pertanto, a meno che non sussistano gravi motivazioni di ordine pubblico, l’amministrazione comunale è chiamata a favorire le condizioni del suo usufrutto a tutti i cittadini, senza pregiudizi politici o ideologici di sorta, pregiudizi che nel caso del convegno su Mariupol hanno evidentemente condizionato la decisione del sindaco e le contestazioni delle forze politiche che vorrebbero negare la concessione d’uso. Non è la prima volta che in Emilia-Romagna associazioni e gruppi di cittadini non allineati al pensiero unico si sono visti negare da parte delle amministrazioni comunali la concessione di sale civiche e di altri spazi pubblici per ospitare le loro iniziative, sempre sulla base di discutibili motivazioni che nulla hanno a che fare con la tutela dell’ordine pubblico - continuna l’Associazione Kairòs -. Auspichiamo, perciò, un cambiamento di rotta che vada nella direzione di far terminare il monopolio delle manifestazioni culturali e di pensiero da parte di un ristretto gruppo di forze politiche, di garantire l’effettiva pluralità delle idee e non solo quella di facciata, e di offrire alla cittadinanza gli spazi di agibilità per poterle liberamente manifestare.



