Modena, nell'evento dedicato alla scuola si scorda il nodo-educatori
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Modena, nell'evento dedicato alla scuola si scorda il nodo-educatori

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In quello che il Comune definisce sistema educativo integrato si nascondono storie di precarietà, utilizzo di graduatorie continue e rotazione di educatori


Modena, nell'evento dedicato alla scuola si scorda il nodo-educatori
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C'è un'altra realtà rimasta fuori dalla tre giorni organizzata dal Comune dedicata al mondo della scuola, che si è conclusa oggi. Ed è quella di chi lavora con bimbi e neonati negli asili modenesi, un sistema educativo che vede lavorare pubblico e privato all'unisono in quello che il Comune definisce “sistema educativo integrato”. Sistema che nasconde storie di precarietà, utilizzo di graduatorie continue e rotazione di educatori dentro gli asili. È solo con l'anonimato che alcune educatrici modenesi hanno deciso di parlare a La Pressa sulle condizioni di lavoro negli asili da 0 a 6 anni.

LE TESTIMONIANZE

«È un lavoro difficile e usurante, e non tutti sono portati a farlo. C'è un ricambio di personale incredibile, esiste un precariato diffuso, personale di cooperative, interinali, graduatorie. E il Comune non ha mai stabilizzato il personale storico precario», racconta una educatrice.


«Molte colleghe di 40 e 50 anni si sono ritrovate senza un lavoro con famiglie da mantenere, e non è bello quando si tratta di servizi che si occupano proprio di educazione e welfare. Valori che dovrebbero abbracciare le lavoratrici stesse, e vedere che chi promuove questi modelli fa altro è contraddittorio. Negli asili mi sono trovata a lavorare con colleghe assunte dal Comune, prese dalla graduatoria, somministrate, delle cooperative. È frustrante. Competenze uguali ma non dal punto di vista retributivo. Il paradosso è che non si valorizza l'educatore precario che nel tempo accumula competenze».

IL SISTEMA ASILI

Il sistema educativo integrato 0 - 6 anni è composto dal pubblico col Comune e poi convenzionati, privati, e Fondazione Cresciamo, ente privato ma a controllo pubblico. A queste si aggiungono due agenzie interinali per gli educatori delle supplenze brevi. Nei convenzionati rientrano poi cooperative e appalti.

Tutti lavorano sotto l'indirizzo politico del Comune, ma sullo sfondo c'è il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego e il contenimento dei costi per dare alle famiglie i posti negli asili. Costi, che nel caso degli educatori della Fondazione, vengono compressi con la riduzione dei permessi per i figli malati. La bussola dei costi si abbatte anche sul servizio centro pasti per nidi e scuole d'infanzia del Comune di Modena e Fondazione. Un appalto assegnato in agosto a Modena Food Service (società di Cir Cooperativa e Ing. Ferrari Spa) che gestirà il servizio per i prossimi 18 anni, e dove Comune e Fondazione pagheranno i pasti per asili e case per anziani per una cifra superiore ai 100 milioni di euro.
Se “la spesa complessiva del Comune per i nidi è 10 milioni di euro”, scrive l'amministrazione, a questi sono da aggiungere 5,4 milioni di euro che sempre il Comune ha messo nella convenzione con Fism, sigla che racchiude asili e scuole paritarie di area cattolica per il triennio 2020 – 2023.
E soldi al privato arrivano anche dalla Regione Emilia-Romagna che per tagliare le liste d'attesa ha iniettato 7 milioni di euro nel 2022.

IL CASO LATTANTI

Ma emblematico è il servizio lattanti nei nidi d'infanzia: su 52 nidi totali, il servizio per i lattanti nati quest'anno è dato solo dai 15 nidi pubblici (Comune o Fondazione), e sui 37 privati e convenzionati solo in 4 erogano il servizio. Il motivo è nei costi di gestione, in quanto per i lattanti servono nidi con cucine interne e personale specializzato. Un costo che il privato evita, scaricandolo al pubblico.

I SINDACATI

«Nel settore lavorano tante realtà e col Comune stiamo lavorando per pareggiare condizioni economiche. È difficile perchè è un sistema complesso e si dovrebbe andare verso un'armonizzazione», spiega Giada Catanoso di Cgil Funzione pubblica, facendo riferimento ai 6 diversi tipi di contratti applicati nel sistema educativo integrato 0 – 6 a Modena.
«Su appalti e esternalizzazioni questa è una politica di dismissione del pubblico», osserva Marcello Pini di SiCobas, che aggiunge «tutti i servizi in appalto alla fine costano di più, a vantaggio di privati e cooperative rosse e bianche che guadagnano e risparmiano sul costo del lavoro. Una parcellizzazione avvallata dai sindacati confederali».

IL FESTIVAL

La 3 giorni organizzata dal Comune dal titolo “Prendersi cura delle nuove generazioni: la scuola va in città”, ha visto la partecipazione di operatori del settore fra cui urbanisti, filosofi e pedagogisti impegnati in dibatti e tavole rotonde su habitat educativi o dispersione scolastica. «Dobbiamo fare squadra con tutte le realtà attive nel settore, fare sinergie, alleanze. Dobbiamo accelerare per creare tante opportunità per nuove generazioni», spiega il sindaco Giancarlo Muzzarelli nell'intervento di apertura giovedì, parlando dei 21 milioni di euro che il Comune spenderà nel sistema educativo modenese, a partire dalla prossima scuola a Villanova, o dell'appalto per il nido Magenta.

Grazia Baracchi, assessore all'istruzione spiega che «nella programmazione del festival si è messo al centro la scuola, con tante occasioni per riflettere sulle nuove generazioni ascoltando insegnanti, educatori, urbanisti, pedagogisti». Festival sponsorizzato inoltre dalle cooperative convenzionate col sistema educativo integrato, come Aliante e Gulliver, e da Cir Food che ha collaborato alla tavola rotonda sul 'valore del pasto a scuola'.
Marco Amendola

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 


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