“Emerge dalla delibera che i costi per i servizi integrativi necessari per tentare di far funzionare il nuovo sistema di raccolta differenziata (tentativo evidentemente vano), sono lievitati. Infatti, tra servizi per i quali Atesir ha verificato la coerenza con i prezzi unitari alla base dell’offerta di gara e servizi per i quali il gestore Hera ha presentato un progetto specifico, nel 2024 abbiamo servizi integrativi per quasi 5 milioni di euro che si vanno a sommare ai circa 3 milioni degli anni precedenti. Non aumenta la TARI ma i servizi aggiuntivi per i quali Hera ha presentato un progetto specifico li pagano comunque i cittadini perché viene utilizzato un avanzo di bilancio”, continua Rossini.
“E quali sono i servizi integrativi? Spazzini di quartiere, raccolta notturna, incremento contenitori stradali, distribuzione sacchi a regime, casette eco smarty, presenza dei tutor (chi li ha visti e chi ne ha compreso il ruolo batta un colpo…), incremento servizio di pulizia parchi. 7 milioni di euro per fare ciò che serve per mantenere il decoro cittadino. E servizi aggiuntivi significa che Hera guadagna di più rispetto a quanto previsto nel contratto di servizio. Hera ha errato non prevedendo nel partecipare alla gara per l’aggiudicazione dell’appalto i servizi integrativi che ora si rendono necessari per il decoro, o è stato un errore all’origine da parte di Atesir nella gara per l’affidamento in concessione del servizio nel bacino territoriale del modenese? Sta di fatto che gli errori non devono essere fatti ricadere sui cittadini che non possono subire disservizi e aumenti di costi. A voler pensare bene siamo davanti a grossolani sbagli nel pensare e programmare il servizio di raccolta, a pensar male la priorità non è stata rendere un servizio ottimale ai cittadini, ma favorire il gestore Hera. In ogni caso non si può proseguire in questo modo” - chiude Elisa Rossini.
“Si deve interrompere immediatamente questa modalità di raccolta. Non vi è altra strada.



