'Si comprende meglio la posizione del partito che aveva la maggioranza relativa in città, davanti alla notizia che Hera ha ottenuto risultati finanziari da record distribuendo utili per quasi 400 milioni agli azionisti con una crescita del 17%. E’ noto, infatti, che quasi la metà di questi utili vengono dalla gestione dei rifiuti e degli inceneritori. Hera si oppone alla chiusura dell’inceneritore perché le frutta centinaia di milioni all’anno, della nostra salute nulla interessa. Nel 2019 il candidato sindaco Muzzarelli promise lo spegnimento, senza però indicare alcuna data. Oggi il candidato Mezzetti parla ancor più vagamente di “superamento” collocandolo in un futuro indefinito. Perché? Perché non si fanno sgarbi ad Hera, di cui il Comune di Modena ha la vicepresidenza - continua Tonelli -. L’inceneritore di via Caruso fu progettato e realizzato per smaltire i rifiuti solo di Modena e provincia. Nel 2023 col maggiore riciclo conseguenza della raccolta porta a porta, i rifiuti solidi urbani modenesi sono calati del 30%. L’inceneritore però brucia a pieno regime perché i rifiuti mancanti sono stati sostituiti da rifiuti provenienti da altre province e regioni. Ad oggi meno del 40% dei rifiuti inceneriti in via Caruso sono prodotti a Modena. La maggior parte arriva dal resto d’Italia. Insomma noi ci arrabattiamo con un malgestito porta-a-porta per limitare i rifiuti da smaltire così che Hera faccia profitti ancor maggiori importando “rifiuti speciali” che fruttano ancor più. La mia posizione è che l’inceneritore di Modena alla scadenza dell’autorizzazione ambientale deve essere spento e smantellato. Anche Modena deve seguire l’esempio virtuoso delle realtà più avanzate in Italia e in Europa'.
Modena Volta Pagina: 'Hera e Pd non vogliono spegnere l'inceneritore'
'Mentre noi cittadini ci impegniamo col porta a porta per ridurre i rifiuti da smaltire, Hera fa profitti ancora maggiori'
'Si comprende meglio la posizione del partito che aveva la maggioranza relativa in città, davanti alla notizia che Hera ha ottenuto risultati finanziari da record distribuendo utili per quasi 400 milioni agli azionisti con una crescita del 17%. E’ noto, infatti, che quasi la metà di questi utili vengono dalla gestione dei rifiuti e degli inceneritori. Hera si oppone alla chiusura dell’inceneritore perché le frutta centinaia di milioni all’anno, della nostra salute nulla interessa. Nel 2019 il candidato sindaco Muzzarelli promise lo spegnimento, senza però indicare alcuna data. Oggi il candidato Mezzetti parla ancor più vagamente di “superamento” collocandolo in un futuro indefinito. Perché? Perché non si fanno sgarbi ad Hera, di cui il Comune di Modena ha la vicepresidenza - continua Tonelli -. L’inceneritore di via Caruso fu progettato e realizzato per smaltire i rifiuti solo di Modena e provincia. Nel 2023 col maggiore riciclo conseguenza della raccolta porta a porta, i rifiuti solidi urbani modenesi sono calati del 30%. L’inceneritore però brucia a pieno regime perché i rifiuti mancanti sono stati sostituiti da rifiuti provenienti da altre province e regioni. Ad oggi meno del 40% dei rifiuti inceneriti in via Caruso sono prodotti a Modena. La maggior parte arriva dal resto d’Italia. Insomma noi ci arrabattiamo con un malgestito porta-a-porta per limitare i rifiuti da smaltire così che Hera faccia profitti ancor maggiori importando “rifiuti speciali” che fruttano ancor più. La mia posizione è che l’inceneritore di Modena alla scadenza dell’autorizzazione ambientale deve essere spento e smantellato. Anche Modena deve seguire l’esempio virtuoso delle realtà più avanzate in Italia e in Europa'.
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