Se l’attuale impianto normativo, pensato per chi è nato e cresciuto in questo Paese, non ha saputo risolvere a fondo i problemi creati dalla delinquenza autoctona, è evidente che ancor meno può fare con chi arriva da paesi dove la repressione dei reati ed i regimi carcerari sono molto più duri che in Italia.
Non ne facciamo certo una questione etnica, ma se i dati ci raccontano che i reati commessi dagli stranieri sono in percentuale di gran lunga maggiori di quelli commessi dagli italiani, è necessario ripensare a fondo – e in fretta – al sistema sicurezza / giustizia / carcere del nostro Paese.
Non com’è già avvenuto però, quando siamo passati da indulti ed amnistie alla depenalizzazione di decine e decine di reati, oppure dalla completa e totale assoggettazione alla magistratura delle Forze di Polizia alla scomparsa di figure di rilievo come quella del Pretore.
È necessario pensare che è di fatto impossibile recuperare chi, già in giovanissima età, ha vissuto direttamente la ricchezza facile portata dal delinquere senza conseguenze penali: non riusciremo mai a fargli capire che è meglio andare in fabbrica per 1300 euro al mese, piuttosto che intascare 1500 euro alla settimana spacciando per strada'.
Considerazioni che si inseriscono in un dibattito sempre attuale relativo ad un sistema giudiziario e carcerario che non risponde nei tempi e nelle forme ai tempi e alle forme della criminalità legata a gruppi di stranieri, soprattutto non integrati, arrivati da poco illegalmente in Italia, richiedenti asilo, quelli richiamati dal segretario provinciale Siulp Roberto Butelli che nell'esprimere cordoglio per la giovane vittima richiama l'attenzione sull'inadeguatezza di una normativa non efficace nel contrastare e prevenire il crimine e, indirettamente, su un sistema di accoglienza altrettanto inadeguato.
'L’aumento delle violenze, compresi gli omicidi, rischia di creare una sorta di assuefazione nella collettività, ma anche per la sempre più manifesta inefficacia delle norme penali. Guadagno facile e senso d’impunità: un mix micidiale che da una parte rende le Forze dell’Ordine un bersaglio sempre più facile da colpire, mentre dall’altra intimorisce i cittadini e impoverisce il tessuto sociale di città e provincia.



