La misura era stata introdotta dal governo Renzi nel 2015 che prevedeva che il 50% dell'esborso sullo sforamento dei tetti di spesa regionali per l'acquisto dei dispositivi medici fosse a carico delle aziende del settore biomedicale. Una misura rimasta dormiente fino al governo Draghi che l'ha applicata. Gli effetti retroattivi a partire dal 2015 al 2018, hanno generato una cifra enorme con importi già messi a bilancio nelle entrate delle aziende e che le aziende dovrebbero ora restituire alle regioni di riferimento. Nel comparto biomedicale, in Italia perlopiù concentrato nel distretto mirandolese e bolognese, un importo capace di creare un altro terremoto, questa volta economico. Fino ad ora il parlamento si è attivato ottenendo rinvii nelle scadenze (la prima nel gennaio scorso). Ultimo tentativo riuscito quello del senatore modenese Michele Barcaiuolo. Nuova scadenza ad ottobre. Un provvedimento più strutturale potrebbe arrivare dalla legge bilancio, alla quale il PD della Bassa fa riferimento
'Si tratta di una norma che fa a pugni coi principi del mercato e del diritto - che pesa particolarmente sulle piccole e medie imprese e ci mette in pessima luce presso gli investitori stranieri e multinazionali – scrivono Simone Silvestri (Coordinatore del Partito Democratico Area Nord), Paolo Negro (Capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio dell’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord), Anna Greco (Segretaria del Partito Democratico di Mirandola) e Roberto Ganzerli (Capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Mirandola)'.
Lo sguardo è ovviamente alla prossima legge di bilancio, dopo che le ripetute sollecitazioni del territorio, organizzazioni economiche e sociali e istituzioni che non hanno trovato ancora dal Governo una risposta effettiva, se non in misura del tutto parziale: 'Il nostro auspicio è che il Governo provveda di propria iniziativa già nella predisposizione della prossima legge di bilancio dello Stato, ma, qualora ciò non fosse, riteniamo che il Parlamento dovrebbe intervenire con un emendamento di totale, piena e definitiva cancellazione della norma.
Nella foto, conferenza stampa degli esponenti del PD della Bassa e dei deputati Vaccari e De Maria per chiedere interventi risolutivi alla questione




