Sui programmi non ci sono evidenti differenze fra il “pragmatico” Taurasi e il “visionario” Righi, perché le idee sulle principali priorità – sicurezza, welfare, cultura, internazionalizzazione, giovani e anziani, economia e commercio, centro storico - fra un incontro e l’altro i due contendenti se le sono scambiate a vicenda - “contaminandosi”, come dice Taurasi, ma al limite del plagio.

Rispetto all’andata Taurasi è però riuscito a portare l’avversario su terreni e toni a lui più congeniali, aprendo artatamente diverse polemiche. A tratti è parso che anche alcune domande del pubblico fossero fatte apposta per mettere in difficoltà Righi. E infatti il “figliol prodigo” ha dovuto difendere il portavoce del sindaco, Simone Tosi; e prendere le distanze dal sindaco stesso, sul tema del Parco dell’Ospedale – definita da Righi un’assurdità e da Taurasi un’idea di Bellelli - e dell’isolamento di Carpi rispetto a Modena e provincia – del quale è stato incolpato Bellelli, poco capace di mantenere rapporti con Giancarlo Muzzarelli e con Modena.
Non è mancato un riferimento alla destra. Con Taurasi che ha raccontato il casuale incontro in treno del 13 febbraio con il presidente di Fdi Michele Barcaiuolo. Il quale “stava andando a Bologna per indicare come candidato sindaco Annalisa Arletti” - peraltro sua moglie – trovandosi in quel “cerchio ristrettissimo di persone che scelgono i nomi dei candidati su una cartina geografica, senza consultare il territorio”. Presenti in sala i forzisti Massimo Barbi e Michele De Rosa e gli storici consiglieri di centrodestra Roberto Benatti e Luca Lamma, a poca distanza dal grande stratega centrista Rossano Bellelli (foto sopra). Ma il rischio per Fdi - neanche troppo remoto dopo l’esperienza fallimentare della Sardegna - è che si possa davvero creare un’alleanza fra forzisti e civici, cercando di portare il PD al ballottaggio con
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