Il documento chiede, infatti, che il ricorso alle aree libere per la costruzione possa avvenire solo attraverso bandi pubblici e periodici, dopo aver verificato che non siano disponibili aree adeguate per la rigenerazione. Invita, inoltre, a condividere con la Provincia e gli altri Comuni della cintura modenese una strategia condivisa di riduzione dell’espansione, a redigere un “elenco del dismesso”, da aggiornare periodicamente, per orientare le politiche attive degli insediamenti sia residenziali che produttivi, e a sollecitare la Provincia affinché realizzi un atlante analogo per garantire una visione di area vasta e ottimizzare gli interventi sulle aree produttive che tengano conto del patrimonio non utilizzato su scala provinciale.
Paola Aime di Europa Verde - Verdi, motivando il voto d’astensione, ha evidenziato la necessità di verificare la nuova legge alla prova dei fatti: “Abbiamo l’esigenza di comprendere quanto la nuova legge e il Pug siano davvero in grado di affrontare un fenomeno non più sostenibile come il consumo di suolo”. La capogruppo ha proseguito sottolineando la propria preoccupazione per i possibili interventi in deroga al 3 per cento: “A Modena ci sono circa 65 ettari stimati che sfuggono a quel limite e che nel computo reale sono suolo vergine perso”. Pur sottolineando la portata innovativa del documento e la capacità di intercettare bisogni e desideri dei cittadini, la consigliera ha sottolineato come “la sua messa in pratica dovrà essere coerente con le dichiarazioni di principio”.


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