Non solo, nel Piano non si fa riferimento ad una ipotesi di ripristino delle condizioni (personale, numero di parti....), necessarie per riaprire il punto nascita, ma si continuano a citare i punti nascita degli ospedali di Modena e Carpi come riferimento per l'area nord. In un Piano che, lo ripetiamo, ha un orizzonte temporale di 3 anni, al 2025. Un'area, quella di Mirandola, che definisce anche un distretto sanitario da più di 80.000 abitanti. Orfano di un centro ospedaliero che garantisca assistenza nel giro di una ventina di minuti alle gestanti. Del resto la chiusura dei punti nascita di Pavullo e Mirandola è stata frutto, negli ultimi 10 anni, di una evidente strategia dell'Ausl e della Regione. Una strategia che dal 2014 al 2017, in nome del processo di centralizzazione portato avanti dalla Regione, e per l'Ausl di Modena dalla dottoressa Maria Cristina Galassi, allora Direttrice della struttura complessa di Ginecologia ed ostetricia di Sassuolo, ha condotto alla chiusura del punto nascita del centro montano. Dirottando gradualmente sempre più parti verso Sassuolo. Processo che in maniera analoga avrebbe poi interessato, 5 anni più tardi (in virtù della deroga concessa all'apertura dovuta alla ricostruzione sisma), il punto nascita di Mirandola. Dirottando allo stesso modo sempre più donne ad essere seguite e a partorire a Carpi e Modena. Fino a creare le condizioni per cui la commissione tecnica sanitaria regionale, composta anche da componenti dell'Ausl di Modena, chiese nero su bianco alla Regione (ottobre 2022), di non concedere l'apertura del punto nascita di Mirandola dopo il 31 dicembre 2022. Non concedere una ulteriore apertura, seppur in deroga.
Le ragioni per chiedere la chiusura del punto nascita di Mirandola emergevano chiaramente: carenza di personale, alti costi per ricorrere a cooperative esterne di medici e personale a gettone, pochi parti rispetto allla soglia dei 500 (anche se al 2021, nonostante il processo di centralizzazione e Carpi e Modena, i parti erano ancora 600), difficoltà nel fare lavorare in team i professionisti a gettone.
Il 22 dicembre la richiesta della commissione tecnica sanitaria regionale di interrompere la storia del punto nascita di Mirandola fu esaudita e ne venne decretata la chiusura. La risposta della stessa dottoressa Galassi, oggi Direttrice del Dipartimento Materno Infantile dell'Ausl di Modena, a chi dopo il caso della donna di Finale Emilia che ha partorito in auto perchè il Policlinico era troppo lontano da raggiungere, conferma che per l'Ausl la chiusura del punto nascita sia più una scelta da difendere che da rivedere. Stessa risposta che tra l'altro la dottoressa Galassi diede nel 2018 quando giudicò la richiesta di riapertura del punto nascita di Pavullo sbagliata e non da perseguire e dichiarandosi, da responsabile, contraria.
Gi.Ga.




