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Quando la Rando scrisse che Prima Pagina era «informazione a pagamento dei poteri»

Data: / Categoria: Politica
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Le consulenze da migliaia di euro della Numero 2 di Libera


Quando la Rando scrisse che Prima Pagina era «informazione a pagamento dei poteri»

Era il 17 agosto 2016 quando Prima Pagina pubblicava un articolo dal titolo «Enza Rando, consulenze e contraddizioni di un’associazione-simbolo e della sua leader». L’articolo «Libera a Modena ha il volto della 58enne avvocato Vincenza Rando, componente della segreteria nazionale dell’associazione e responsabile dell’Ufficio legale - scrivevamo -. Per essere precisi il referente provinciale di Libera (nel modenese l’associazione conta 200 soci e 14 associazioni iscritte) è il professore universitario Maurizio Piccinini (che ha sostituito lo scorso anno Gerardo Bisaccia, responsabile Arci per Vignola), mentre nell’uf ficio di segreteria siedono anche Franco Zavatti della Cgil e Mara Fonti (madre del giornalista del gruppo Espresso Giovanni Tizian). Comunque il vero simbolo di Libera a Modena è indubbiamente Vincenza Rando. Come non vi sono dubbi sul legame che lega a doppio filo la stessa Rando col mondo Pd. L’associazione è sostenuta a livello nazionale anche da gruppi da sempre vicini al Pd come Unipol che, per esempio, destina un euro per ogni polizza alla creatura di Don Ciotti. Il Pd alle cui feste de l’Unità Libera dà sempre bella mostra di sè con bandiere e banchetti. Pd e coop come citavamo prima. Enza Rando, nata a Niscemi (Comune del distretto di Caltanisetta di cui è stata vicesindaco per il centrosinistra) il 9 giugno del 1958, l’anno scorso è entrata nel cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena dalla quale percepisce un compenso annuo di oltre 51mila euro (spinta da Francesca Maletti, ma sostenuta in pieno da Giancarlo Muzzarelli), dopo essere stata membro del cdi della Fondazione (nel 2010 a nominarla fu invece l’esponente Pd cattolico Emilio Sabattini, allora presidente della Provincia). Ma i legami dell’avvocato siciliano con le amministrazioni targate Pd (ex Margherita o ex Ds poco importa) sono innumerevoli. Ad agosto 2015 ha ottenuto dalla Regione del presidente Pd Stefano Bonaccini una consulenza da 25mila euro per l’«armonizzazione e semplificazione fra la normativa regionale e nazionale in materia di legalità». In pratica è stata tra le ideatrici del famoso «Testo Unico», non a caso tanto apprezzato dal suo collega di Libera Zavatti. Bonaccini che, per completare l’opera, dopo averla provata a inserire nella lista dei consiglieri regionali Pd (la Rando rifiutò su consiglio di Ciotti stesso) l’ha voluta nella sua neo-creata ‘Consulta legalità’. Dal 2014 ha avuto un incarico annuo da 20.400 euro da Sorgea, la multiulity che offre servizi acqua e gas in alcuni Comuni della Bassa (Finale in testa) e del Bolognese e il cui revisore è quella Alessandra Pederzoli, moglie del sindaco Muzzarelli. E ancora: attraverso il suo rinomato studio legale (di cui è contitolare con l’avvocato Pietro Gurrieri, da dicembre 2014 vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, carta alla quale ha aderito anche il Comune di Modena, nonostante, dopo le dimissioni proprio nel 2014 da assessore del Comune siciliano di Vittoria, non abbia più incarichi istituzionali) ha fatto consulenze per la Provincia di Modena (per esempio 96mila euro nel 2010 e 25.168 euro nel 2013 per ‘supporto al Rup sulle es pro pr i az i on i’) e per migliaia di euro per diversi comuni ed enti modenesi (a Nonantola fu per 49mila euro responsabile unico del secondo stralcio della variante alla strada provinciale) ed emiliani (tutti amministrati dal Pd). Sempre attraverso il suo studio legale, ha curato la costituzione di parti civili in processi penali relativi a reati di mafia come Aemilia. Pur lasciando a Libera la ‘pure zza’ predicata da don Ciotti, sulla quale non abbiamo dubbi, quanto la leader modenese Rando ha beneficato del suo ruolo nell’asso ciazione per ottenere incarichi istituzionali nella Regione di Bonaccini e non solo? Nulla di illecito ovviamente, ma è questione di opportunità. Se la legalità non è nè di destra nè di sinistra, l’accettare incarichi politici quanto vincola? Se l’essere avvocato di Libera apre porte di successo ed economicamente vantaggiose, il dire sì alle prestigiose proposte targate Pd non toglie forse libertà al ruolo chiave che la Rando stessa ha nella associazione?»

La risposta

Domande che sono rimaste ad oggi senza risposta. Libera replicò infatti attraverso Maurizio Piccinini dicendo che «chi attaccava la Rando si colloca oggettivamente al fianco delle mafie» (e per questo lo abbiamo querelato), mentre il senatore Pd Vaccari disse di «rabbrividire pensando a quanto si sentivano forti le mafie in questo momento». Dalla Rando stessa silenzio totale. Almeno ufficialmente. In una chat con una trentina di persone (tutte vicine a Libera) scrisse invece un messaggio preciso. Che oggi abbiamo deciso di riportare, perchè crediamo sia utile farlo. Giusto farlo. «Buongiorno cari. In questa domenica di agosto continua l’attacco frontale e programmato del giornale Prima Pagina. Attacco tra l’altro dove non vedo l’oggetto dell’attacco. Mi hanno d'atto diventare eroe (io ho sempre detto che non abbiamo bisogno di eroi ed io sono anti eroi, penso che siamo questi perché è la nostra scelta di vita) poi hanno detto del cumulo di incarichi (falsità sia nei numeri sia ne gli incarichi ) . Ma al di là di questo attacco che stavamo aspettando a livello nazionale è importante capire chi ci sta dietro e penso che lo capiremo. In questo giorni avevo voglia di riposare dopo anno faticoso anche per Libera e a livello personale ma qualcuno ha deciso di attaccare Libera attraverso me. Io credo che noi dobbiamo rispondere, come abbiamo sempre fatto, con la nostra condotta etica. Dobbiamo rilanciare l’impegno in questo territorio perchè non dimentichiamo che fra poco abbiamo la sentenza Black Monkey e per una informazione a pagamento dei poteri spostare l’attenzione è utile. In questo giorni ho ricevuto messaggi telefonate da tantissime persone. Non ne ho ricevute da altri, ma i segnali raccontano: i nostri bilanci sono pubblicati nel sito. Non credo che dobbiamo colloquiare con prima pagina che non solo ha fatto catti va e illecita informazione, ma ha offeso la buona e critica informazione. Io sarò a Modena da lunedì e sono disponibile per una riunione per confrontarci tutti e decidere insieme. Il 25 agosto sono a Roma perché ufficio di presidenza vuole riflettere anche su questo. Noi resistiamo ed ho la sensazione che abbiamo toccato qualche forte interesse».

I fatti

A due mesi di distanza a ottobre 2016 i «forti interessi» che la Rando avrebbe toccato chiudono bottega. Prima Pagina chiude bottega (o bar per usare il paragone). « L’informazione a pagamento dei poteri» che per la Rando avrebbe dovuto «spostare l’attenzione» dalla «sentenza Black Monkey» chiude. Funziona così. La Rando continuerà a percepire le sue consulenze liberamente (peraltro nessuna falsità nel numero e negli incarichi, come ella afferma perchè pubblicammo il giorno seguente le schermate ufficiali). Rando: referente di Libera e pagata dalle amministrazioni Pd (in primis la Regione di Stefano Bonaccini) che dovrebbe controllare. E noi - giornale filomafioso chiudiamo baracca. Ci sta. Del resto il nostro territorio ha gli «anticorpi contro le mafie», come amano ripetere in modo ossessivo i senatori antimafia Vaccari e Carlo Giovanardi, ed evidentemente noi eravamo il batterio. La malattia. Prima Pagina ha chiuso: Libera, grazie ad Enza Rando, la donna che al sol nominarla i boss tremano, ha finalmente sconfitto le mafie. «A questo mondo c’è giustizia finalmente». Per dirla con l’eterno Manzoni. Un brindisi!Per dirla con Noi, sgradevoli giornalisti di Prima Pagina. Ma che il brindisi, almeno quello, sia sincero.

Leo



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